ANSA/POMPEI: BONDI TRA LE MACERIE, SE RESPONSABILE LASCEREI
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – POMPEI (NAPOLI), 7 NOV – Forse sarà possibile
recuperare gli affreschi della palestra dei gladiatori di Pompei
e perfino ricostruire l’ edificio della" Schola Armaturarum",
già restaurata alla fine degli anni Quaranta, ma il problema
della manutenzione dei circa 1500 edifici del sito archeologico
resta aperto. Il ministro per i beni culturali Sandro Bondi non
lo nega. "Sono possibili altri crolli di edifici – dice al
termine del sopralluogo compiuto in mattinata con i tecnici del
Ministero e della Sovrintendenza – soprattutto nella parte del
sito che si affaccia sulle case scoperte e non ancora
restaurate". Ma al "vergogna" del presidente della Repubblica
Bondi risponde rivendicando "il grande lavoro fatto". "Se
avessi la certezza di avere delle responsabilità nell’
accaduto, mi dimetterei", aggiunge.
Bondi ha annunciato un piano straordinario per la
manutenzione degli edifici pompeiani, l’ intenzione di
costituire un gruppo di lavoro scientifico per affiancare la
Sovrintendenza, retta ad interim fino al 31 dicembre prossimo da
Jeannette Papadopoulos, ed ha negato che i problemi di gestione
del sito archeologico più famoso del mondo si riducano alla
scarsità di risorse disponibili. "Dai visitatori Pompei ricava
20-25 milioni all’ anno, ma la metà dei fondi disponibili non
sono stati spesi". Il ministro rilancia l’idea di aprire ai
privati la gestione dei Beni culturali, cita l’ intervento della
Fondazione Packard per gli scavi di Ercolano, e pensa ad
affiancare ai Sovrintendenti "nuove figure professionali" e
"nuove forme di gestione". Cita ad esempio il Museo Egizio di
Torino, e la presenza degli Enti locali, banche e Fondazioni
nella gestione.
Per l’ opposizione, per Casini e per i finiani, il crollo
della "Schola Armaturarum" fotografa il fallimento della
politica culturale del governo. "Pompei è la metafora del
Paese di Berlusconi", attacca il segretario del Pd, che accusa
l’ ex commissario Marcello Fiori di aver destinato solo il 20%
dei fondi disponibili alla manutenzione delle Domus pompeiane.
Cifre false, replicherà più tardi il ministro, che ribalta le
percentuali er parla di "menzogne o disinformazione". Ma dall’
ex ministro per i Beni culturali Giovanna Melandri, a Gianfranco
Fini, che alla Convenzione di Fli esprime il proprio "dolore"
per la "Domus dei gladiatori" , a Vincenzo Vita, del Pd, è un
unico tiro al bersaglio contro il titolare dei Beni culturali,
accompagnato dalla richiesta di dimissione. Il Codacons annuncia
un esposto a Procura e Corte dei Conti, il Touring Club si dice
disponibile a tenere aperta l’ area archeologica. E nel governo
stesso il ministro per la funzione pubblica Renato Brunetta
parla di un "necessario mea culpa". In difesa di Bondi il
portavoce del Pdl Daniele Capezzone parla di "sciacallaggio e
disonestà intellettuale". Il ministro ribadisce in una
dichiarazione che sul crollo della palestra dei gladiatori
riferirà in Parlamento ed annuncia un ritorno a breve a Pompei,
appena sarà definito il piano di interventi di
manutenzione.(ANSA).
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