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6 Settembre 2016

>ANSA-FOCUS/ Università:’no a numero chiuso’ studenti protestano

>ANSA-FOCUS/ Università:’no a numero chiuso’ studenti protestano
Anche davanti a ospedali. Codacons, selezione si faccia su esami

ROMA
(ANSA) – ROMA, 6 SET – “Non solo inefficaci, ma anche dannosi”, “una violazione del diritto allo studio”. Le associazioni studentesche da tempo chiedono l’abolizione dei test d’ingresso all’università e anche quest’anno, in occasione dell’odierna prova d’accesso a Medicina e Odontoiatria, hanno fatto sentire la loro voce, a cominciare da un blitz notturno davanti alla sede del Miur a Roma e dall’affissione di cartelloni e striscioni con sopra scritto “Chiuso – il numero chiuso chiude gli ospedali” agli ingressi dell’Umberto I di Roma e del Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Sit in davanti ai principali atenei e flash mob alla Sapienza dove due improvvisati “buttafuori” stamani selezionavano i candidati in base a “segno zodiacale e colore di capelli”. “Quella che avviene con il test – spiega Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Udu – è una selezione che di fatto si basa su elementi aleatori, e su cui incidono fortemente una serie di fattori che nulla hanno a che vedere con la capacità e la volontà del candidato di affrontare un determinato corso di studi. Davanti a una drammatica riduzione degli studenti che si iscrivono all’università, il Ministero risponde nel peggiore dei modi: i bandi contengono elementi peggiorativi rispetto al passato, come la diminuzione sostanziale dei posti disponibili (se ne perdono più di 1000, di cui 300 a medicina) e la chiusura anticipata delle graduatorie al termine del primo semestre, lasciando immaginare che questo comporterà un’ulteriore riduzione dei posti”. “Anche l’Ordine dei Medici comincia a mettere in discussione questa programmazione” fa notare Martina Carpani, Coordinatrice della Rete della Conoscenza. Di certo sul fronte della protesta si schiera anche il sindacato dei medici dirigenti (Anaao Assomed): “La formazione dei medici rimane un buco nero che rischia di ingoiare il futuro non solo delle nuove generazioni, ma anche del Servizio Sanitario Nazionale”, producendo schiere di futuri medici “inoccupati o disoccupati” commenta il segretario Costantino Troise. Il Codacons invita a guardare Oltralpe. “I test di ammissione non hanno alcun rapporto con il reale fabbisogno di medici e dentisti nel nostro paese, ed esistono solo perché le università italiane non possono accogliere tutti gli studenti che ne fanno richiesta. I test – spiega il presidente Carlo Rienzi – vanno aboliti, e occorre adottare un modello analogo a quello francese, dove la selezione avviene in modo naturale e nel primo anno di università. In Francia infatti le matricole del corso di medicina devono finire il primo anno avendo sostenuto tutti gli esami: così facendo la selezione avviene sulla base di reali meriti e non sulla base di una prova spesso irregolare e priva di ogni senso logico”.(ANSA).

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