14 Dicembre 2010

ANSA-FOCUS/ CLOCHARD MORTA A MILANO,E’ PRIMA VITTIMA DEL GELO

CODACONS, E’ INACCETTABILE. APPELLO CITY ANGELS, DONATE COPERTE

(ANSA) – MILANO, 14 DIC –  Aveva 48 anni Ulyana, scappata dal

gelo e dalla disoccupazione dall’Ucraina. Uccisa dal gelo e

dalla mancanza di lavoro a Milano. L’hanno trovata morta questa

mattina all’alba, a Porta Venezia, nei giardini, su un giaciglio

di fortuna, a pochi passi dal centro, dalle vie dello shopping

che ogni giorno si riempiono di turisti, di milanesi a caccia di

un regalo da acquistare, ma anche di tanta indifferenza. Aveva

48 anni ma ne dimostrava molti di più: un passato, non molto

remoto, di badante. Poi il lavoro che non c’é più, la

possibilità di un alloggio che svanisce e la strada che diventa

fatalmente l’unico luogo dove vivere e poi morire. Nulla di

diverso dalle migliaia di storie che si consumano a Milano o in

altre città. Se ne parla, adesso, perché Ulyana è la prima

vittima del freddo a Milano, uccisa delle temperature polari che

ora, come denunciano molti osservatori dopo la morte della

clochard, mettono a rischio centinaia di senzatetto.

  A scoprire il corpo senza vita della donna, morta nella notte

é stato un altro clochard che la conosceva, un polacco di 37

anni. L’uomo questa mattina ha chiamato il 118, dicendo che di

aver visto la donna a terra, priva di sensi. Ulyana Shmalyuk era

già morta. La sua identità è stata verificata solo dalla

tessera per la mensa dei poveri che aveva con sé. Il polacco ha

raccontato alla polizia che lui e Ulyana erano soliti dormire

nei pressi del distributore di benzina di via Marina, dove è

stato trovato il corpo senza vita, e che ieri sera l’ucraina si

era ubriacata e poi si era allontanata. Poi lui si era

addormentato: nella notte la donna era tornata mentre lui

dormiva. "Mi è morta accanto – ha detto alla polizia – ma non

mi sono accorto di nulla". Il Codacons parla ora di "una morte

inaccettabile", mentre i City Angels di Milano hanno rivolto un

appello al buon cuore dei milanesi: "per favore donate coperte,

giacconi, sacchi a pelo, ci serve di tutto". La denuncia del

Codacons mette in luce "un nervo scoperto" dell’

amministrazione cittadina: la mancanza di un piano di assistenza

per i senza fissa dimora a Milano: "E’ inaccettabile che nel

XXI secolo, nella città più ricca d’ Italia ci possano ancora

essere delle persone che muoiono per il freddo – spiega il

presidente del Codacons, l’avvocato Marco Maria Donzelli – Ed è

ancora più inaccettabile che succeda ogni anno. Per questo da

tempo denunciamo che il Piano Antifreddo predisposto dal Comune

di Milano è insufficiente. Non basta, infatti, potenziare i

posti letto nei dormitori. E’ arcinoto, infatti, che molti

clochard rifiutano l’aiuto e altri lo temono, ad esempio perché

irregolari. Dunque bisogna fare qualcosa di diverso: il

Codacons, ad esempio, da anni chiede, inascoltato, ad Atm e alle

ferrovie di Milano (LeNord e Fs) di riaprire anche di notte,

come si faceva in passato, le stazioni ed i sottopassaggi

sotterranei, per consentire, a chi non ha una fissa dimora, di

trovare un riparo dal gelo".

  Polemico anche il candidato a sindaco del centrosinistra

Giuliano Pisapia: "Mi chiedo cosa aspetta il Comune ad

intervenire, mentre si rimandano le decisioni alla prossima

settimana, le temperature scenderanno ulteriormente e la

situazione diventerà ancora più critica". Lo scorso anno

furono nove i clochard uccisi dal gelo milanese. (ANSA).

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