ANSA-FOCUS/ CLOCHARD MORTA A MILANO,E’ PRIMA VITTIMA DEL GELO
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – MILANO, 14 DIC – Aveva 48 anni Ulyana, scappata dal
gelo e dalla disoccupazione dall’Ucraina. Uccisa dal gelo e
dalla mancanza di lavoro a Milano. L’hanno trovata morta questa
mattina all’alba, a Porta Venezia, nei giardini, su un giaciglio
di fortuna, a pochi passi dal centro, dalle vie dello shopping
che ogni giorno si riempiono di turisti, di milanesi a caccia di
un regalo da acquistare, ma anche di tanta indifferenza. Aveva
48 anni ma ne dimostrava molti di più: un passato, non molto
remoto, di badante. Poi il lavoro che non c’é più, la
possibilità di un alloggio che svanisce e la strada che diventa
fatalmente l’unico luogo dove vivere e poi morire. Nulla di
diverso dalle migliaia di storie che si consumano a Milano o in
altre città. Se ne parla, adesso, perché Ulyana è la prima
vittima del freddo a Milano, uccisa delle temperature polari che
ora, come denunciano molti osservatori dopo la morte della
clochard, mettono a rischio centinaia di senzatetto.
A scoprire il corpo senza vita della donna, morta nella notte
é stato un altro clochard che la conosceva, un polacco di 37
anni. L’uomo questa mattina ha chiamato il 118, dicendo che di
aver visto la donna a terra, priva di sensi. Ulyana Shmalyuk era
già morta. La sua identità è stata verificata solo dalla
tessera per la mensa dei poveri che aveva con sé. Il polacco ha
raccontato alla polizia che lui e Ulyana erano soliti dormire
nei pressi del distributore di benzina di via Marina, dove è
stato trovato il corpo senza vita, e che ieri sera l’ucraina si
era ubriacata e poi si era allontanata. Poi lui si era
addormentato: nella notte la donna era tornata mentre lui
dormiva. "Mi è morta accanto – ha detto alla polizia – ma non
mi sono accorto di nulla". Il Codacons parla ora di "una morte
inaccettabile", mentre i City Angels di Milano hanno rivolto un
appello al buon cuore dei milanesi: "per favore donate coperte,
giacconi, sacchi a pelo, ci serve di tutto". La denuncia del
Codacons mette in luce "un nervo scoperto" dell’
amministrazione cittadina: la mancanza di un piano di assistenza
per i senza fissa dimora a Milano: "E’ inaccettabile che nel
XXI secolo, nella città più ricca d’ Italia ci possano ancora
essere delle persone che muoiono per il freddo – spiega il
presidente del Codacons, l’avvocato Marco Maria Donzelli – Ed è
ancora più inaccettabile che succeda ogni anno. Per questo da
tempo denunciamo che il Piano Antifreddo predisposto dal Comune
di Milano è insufficiente. Non basta, infatti, potenziare i
posti letto nei dormitori. E’ arcinoto, infatti, che molti
clochard rifiutano l’aiuto e altri lo temono, ad esempio perché
irregolari. Dunque bisogna fare qualcosa di diverso: il
Codacons, ad esempio, da anni chiede, inascoltato, ad Atm e alle
ferrovie di Milano (LeNord e Fs) di riaprire anche di notte,
come si faceva in passato, le stazioni ed i sottopassaggi
sotterranei, per consentire, a chi non ha una fissa dimora, di
trovare un riparo dal gelo".
Polemico anche il candidato a sindaco del centrosinistra
Giuliano Pisapia: "Mi chiedo cosa aspetta il Comune ad
intervenire, mentre si rimandano le decisioni alla prossima
settimana, le temperature scenderanno ulteriormente e la
situazione diventerà ancora più critica". Lo scorso anno
furono nove i clochard uccisi dal gelo milanese. (ANSA).
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