24 Gennaio 2016

>ANSA-FOCUS/ Cattolici mobilitati per Fam.Day,tra social e suore

>ANSA-FOCUS/ Cattolici mobilitati per Fam.Day,tra social e suore
Vescovi in ordine sparso. Menichelli,”non serve alzare bandiere”

ROMA
(di Manuela Tulli) (ANSA) – ROMA, 24 GEN – Il tam-tam corre sui social: dopo la manifestazioni di ieri a favore delle unioni civili, ora sono i cattolici, contrari al ddl Cirinnà, a scaldare i motori in vista del Family Day, in programma sabato 30 a Roma. E’ la rete a fare da collante ad un universo variegato e non organizzato secondo i classici schemi dei movimenti. Alcune associazioni hanno aderito ma altre hanno lasciato la libertà di iniziativa ai propri aderenti. Oggi ha debuttato anche il portale web, dove vengono pubblicate informazioni di ogni tipo sull’appuntamento di sabato. Intanto, in vista del Consiglio Cei di domani, i vescovi continuano a procedere (e dichiarare) in ordine sparso. Se il cardinale di Ancona, Edoardo Menichelli, invita a “non alimentare contrapposizioni, scontri, e innalzare ‘bandiere'”, un altro vescovo, Giancarlo Bregantini, titolare della diocesi di Campobasso e da sempre in prima linea sulle questioni sociali, parlando del Family Day dice: “Spero davvero in una grande partecipazione”. E sulla posizione del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco, aggiunge: “Serviva chiarezza, ha fatto bene il cardinale ad entrare in gioco”. Ma a fare chiarezza sarà domani l’intervento dello stesso Bagnasco al consiglio permanente della Cei. Fuori dalle dichiarazioni captate in questi giorni dai microfoni dei giornalisti, l’arcivescovo di Genova dovrebbe dare indicazioni un po’ più ufficiali. Se è già noto il suo appoggio alla piazza delle famiglie, domani però le sue parole avranno un peso per tutta la Cei. E non è escluso un atteggiamento cauto, anche considerato il fatto che i temi della riunione dei vescovi italiani non sono stati oggetto di confronto tra Bagnasco e il Papa; la consueta udienza che precede il Consiglio permanente della Cei infatti questa volta non c’è stata. E comunque il Papa in più occasioni si è detto contrario ai “vescovi-pilota”. E in attesa di una posizione dei vertici della Chiesa, i cattolici si organizzano dal basso. Pullman dalle parrocchie e il passa-parola sui social per accogliere le famiglie che verranno a Roma. Su twitter viaggiano i richiami degli organizzatori ma anche di singoli preti e suore. Singolare l’appello, pubblicato da uno dei blog più attivi sul Family Day, delle suore trappiste di clausura di Vitorchiano: “Noi qui siamo 25, siamo suore di clausura e non possiamo andare. Chi vuole andare al posto di ognuna di noi? E’un favore personale che chiediamo a degli amici. Rimborseremo le spese del viaggio”. Lo ‘scontro’ a distanza tra le due piazze, quella per le unioni gay di ieri e quella contro il ddl Cirinnà di sabato prossimo, tocca anche le grande aziende dei trasporti. Dopo le polemiche per gli sconti ferroviari proposti da Italo per il Family Day, oggi l’azienda chiarisce in un tweet: “Italo offre convenzioni se richieste, per ogni tipologia di evento autorizzato, senza fare scelte ideologiche e di appartenenza”. Ma il Codacons domani presenterà una denuncia all’Antitrust. Sconti per il 30 gennaio – si legge sul sito del Family Day – sono disponibili anche su Trenitalia e per i biglietti Atac a Roma. Intanto i media cattolici, all’indomani di ‘Svegliati Italia’ criticano i numeri dati sulla partecipazione. “I conti non tornano”, scrive Avvenire definendo la stima di un milione di persone “cifre sparate dagli organizzatori”. Invece Tv2000 si prepara sabato alla trasmissione sul Family Day, come annunciato qualche giorno fa dal direttore Paolo Ruffini. (ANSA).

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