27 Gennaio 2017

ANSA/ Università: Fedeli,urgente semplificare accesso a Medicina

    ANSA/ Università: Fedeli,urgente semplificare accesso a Medicina
    ‘Rendere più snella prova nazionale’, da anni a centro polemiche

    (ANSA) – ROMA, 27 GEN – Che bisogna metter mano all’accesso a Medicina gli studenti lo dicono da tempo, e come loro la pensano anche alcuni sindacati dei medici. Il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, va loro incontro ammettendo che è “urgente” procedere a “semplificare e a rendere più snella la prova nazionale di accesso a Medicina”. “Si potrebbe studiare la possibilità – ha detto nelle linee programmatiche del suo dicastero depositate in Parlamento – di espletare le prove presso le sedi universitarie in via informatica, così come è stato fatto per l’accesso alle Scuole di specializzazione in medicina”. E sempre rimanendo in materia di Medicina ha sottolineato che è stata ultimata la revisione del Regolamento (n. 445/2001) relativo all’accesso all’esame di stato per Medico chirurgo al fine di un’abbreviazione dei tempi per l’accesso all’esame di stato, portando il trimestre del tirocinio all’interno del corso di laurea magistrale in Medicina e a una semplificazione della procedura attualmente prevista con l’eventuale ausilio di metodi informatici. Le associazioni studentesche per la verità chiedono proprio l’abolizione dei test per Medicina, perché, a parere dell’Udu – quella che avviene e’ una selezione che di fatto si basa su elementi aleatori, e su cui incidono fortemente una serie di fattori che nulla hanno a che vedere con la capacità e la volontà del candidato di affrontare un determinato corso di studi. Il Codacons più volte ha sottolineato che i test di ammissione non hanno alcun rapporto con il reale fabbisogno di medici e dentisti nel nostro paese, ed esistono solo perche’ le università italiane non possono accogliere tutti gli studenti che ne fanno richiesta. E pure l’Anaao Assomed, il sindacato dei medici dirigenti, in occasione dell’ultima tornata di test, ha evidenziato che la formazione dei medici “rimane un buco nero che rischia di ingoiare il futuro non solo delle nuove generazioni, ma anche del Servizio Sanitario Nazionale”, producendo schiere di futuri medici “inoccupati o disoccupati”. Il tema è da parecchio tempo all’attenzione del Miur. L’ex ministro Giannini, pur volendo preservare il numero programmato, era orientata a introdurre un modello simile a quello francese: l’accesso alla facoltà di Medicina diventerebbe libero senza dover sostenere nessun test d’ingresso; a fine anno pero’ gli studenti dovrebbero passare un super esame di sbarramento. La parola passa ora alla nuova titolare del dicastero di viale Trastevere. (ANSA).

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