15 Maggio 2012

>>>ANSA/ TV: UNA GRANDE FAMIGLIA, DOPO IL TRIONFO IL SEQUEL

>>>ANSA/ TV: UNA GRANDE FAMIGLIA, DOPO IL TRIONFO IL SEQUEL
COTRONEO, UN AFFRESCO TRA CRISI E MISTERI IN CUI RICONOSCERSI

ROMA
(di Nicoletta Tamberlich) (ANSA) – ROMA, 15 MAG – Un finale aperto che lascia, non a caso, tanti punti interrogativi: Una grande famiglia, la miniserie in sei puntate prodotta da Magnolia e Rai Fiction e diretta da Riccardo Milani, andata in onda su Rai1, chiude con ascolti record, 7 milioni 532 mila spettatori e il 26.39% di share, stravincendo la prima serata e già si pensa alla seconda serie. Sullo sfondo, una realtà, quella dei distretti industriali del Nord Italia, raramente raccontata in televisione. “Siamo stati in pericolo, forse lo siamo ancora”: bisognava rimanere incollati fino all’ultima scena dell’ultima puntata per capire come andava a finire. Poco prima dei titoli di coda tutti a tavola (i genitori, Stefania Sandrelli e Gianni Cavina, la moglie, Stefania Rocca, i fratelli Sonia Bergamasco, Giorgio Marchesi, Sarah Felberbaum e Primo Reggiani) sono rimasti sgomenti di fronte alla ricomparsa del primogenito Edoardo Rengoni (Alessandro Gassman) che, dunque, non è morto, ma vivo e vegeto. Anche se la frase pronunciata mentre ha abbracciato il figlio Ernestino non lascia presagire nulla di buono per il seguito. Che ovviamente ci sarà: a confermarlo in una conversazione telefonica con l’ANSA lo sceneggiatore Ivan Cotrone, raggiunto a Berlino: “é ovvio che il risultato lo abbiamo scritto pensando a un sequel e sperando nel successo, perché credevamo nella storia che abbiamo deciso di raccontare. Ma non nego che alla fine il successo, dalla prima alla sesta e ultima puntata, ha sorpreso alla fine anche anche noi. Insieme a Monica Rametta e Stefano Bises (lo stesso team che aveva creato il fenomeno Tutti pazzi per amore) stiamo già scrivendo la seconda serie che si farà solo se avrà gli stessi protagonisti”. Il pubblico, a giudizio dello sceneggiatore, ha apprezzato tanto la fiction perché “racchiude anche una parte di commedia che propone situazioni tipiche che vivono tutte le nostre famiglie e in cui possiamo riconoscerci: i pranzi familiari, le verità dette solo ad alcuni parenti e non ad altri. Ma anche il dubbio. Una delle paure che ci spaventa di più è quella di non conoscere davvero nessuno, neanche i nostri familiari, chi ci dorme accanto. Il tema è l’incrocio: abbiamo inserito temi che riguardano la vita quotidiana nella società contemporanea, la crisi, le truffe e le prese di posizione che ognuno dei Rengoni assume rispetto alle situazioni che si trova ad affrontare. Così troviamo il tradimento, il tema dell’omosessualità, dell’adozione, del bullismo a scuola, la coppia di fatto, ma soprattutto il giallo. Ogni membro diventa il portatore di una storia. La famiglia è un microcosmo in cui far esplodere le dinamiche”. Ma resta senza risposte il mistero al centro del ‘plot’ narrativo: dove erano finiti i soldi ed Eduardo? E perché simulare la morte? E qual è il pericolo che incombe sulla famiglia Rengoni? Evidentemente non abituati alla brusca chiusura, molti spettatori hanno protestato con la Rai. Tanto che il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno ritenuto di presentare un esposto all’Antitrust e all’Autorità per le Comunicazioni, “perché nei confronti del telespettatore esiste un obbligo di buona fede che passa anche dallo sviluppo delle trame narrative, e che deve essere garantito dalle reti televisive”. Replica il direttore dell’Intrattenimento Rai, Giancarlo Leone, affidandosi a un tweet: “Se in Italia si rivolgono all’Autorità per le fiction? Negli Usa cosa avrebbero dovuto fare con Lost?”. E, fa notare Cotroneo, “significa che i telespettatori hanno seguito con attenzione. Dunque un motivo in più per pensare alla seconda serie”. (ANSA).

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