ANSA/ TURISMO: ISTAT CONFERMA, CALO 2010 VIAGGI E METE ITALIA
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 16 FEB – Consuntivo amaro per il turismo
italiano nel 2010: la fotografia scattata dal Rapporto
dell’Istat (‘Viaggi e vacanze in Italia e all’estero nel 2010’)
ha evidenziato più di una lacuna e numerosi segni meno nel
panorama del settore, tratti evidenti di una gelata economica
che, seppur caratterizzata da un respiro internazionale, si è
fatta sentire pesantemente nei portafogli di molti italiani.
Anche se non mancano segnali incoraggianti. Tuttavia sono
risultati in territorio negativo rispetto al 2009 capitoli
importanti come i viaggi per vacanza, il numero delle
villeggiature brevi e il numero dei pernottamenti per vacanze
brevi. Ma ancora più pesante è la contrazione del numero delle
partenze, cioé di coloro che si sono potuti permettere di
mollare tutto e partire per una vacanza.
Nel corso di un trimestre, ha rivelato l’Istituto di via
Balbo, le partenze sono passate dal 28% del 2009 al 27,
soprattutto tra i residenti nelle regioni del Centro, passate
dal 32% del 2009 al 30,4 del 2010. Sotto il profilo delle
destinazioni, nel 2010 hanno fatto segnare una contrazione del
13,4% gli spostamenti con mete italiane, che rappresentano
l’81,7% del complesso dei viaggi. A evidenziare più di tutti il
segno meno, i viaggi diretti verso le regioni del Centro
(-18,7%), verso cui diminuiscono sia i viaggi di vacanza
(-16,2%) sia i viaggi effettuati per motivi di lavoro (-30,7%).
Fanno segnare un buon incremento invece le vacanze prenotate
utilizzando internet (+11,5%), mentre diminuiscono i viaggi
senza prenotazione (-24,6%).
Ma il calo più pesante è quello fatto segnare dai viaggi
per vacanza, che pesano per l’87,4% del totale: -11,4%,
flessione dovuta in massima parte dalla consistente diminuzione
delle vacanze brevi (-18,7%), confermando la dinamica già
segnalata nel 2009. Quest’effetto, viene osservato, si è
manifestato con maggiore intensità nel 2010, registrando anche
un decremento nel numero di pernottamenti per vacanza breve
(-18%). I soggiorni di vacanza lunga (di almeno 4 notti) e i
pernottamenti per vacanza lunga si sono invece mantenuti
sostanzialmente stabili. Ma la frenata torna con i viaggi per
motivi di lavoro (12,6% del totale), diminuiti del 18,4%.
Infine, è l’auto il mezzo di trasporto regina per i
vacanzieri tricolori (67,2%); il tutto a detrimento, a quanto
sembra, di aereo e treno, che hanno evidenziato rispettivamente
(per le vacanze brevi) -16,2 e -28,1%. Tra luglio e settembre
2010 hanno tenuto le mete del Sud: sul gradino più alto la
Calabria (8,7%), seguita da Puglia e Sicilia (8,6 e 7,2%).
Sui risultati sono fioccati i commenti negativi. Tra questi
quello di Federconsumatori e Adusbef, secondo i quali "il
crollo sarebbe dovuto alla contrazione del potere d’acquisto
delle famiglie, che si va ad aggiungere al drammatico quadro
economico registrato da diversi anni a questa parte". Va giù
duro anche il Codacons: tutta colpa delle tariffe troppo alte,
denuncia il presidente Carlo Rienzi. Ma secondo Armando Cirillo,
responsabile turismo per il Pd, "serve un Piano nazionale per
il turismo fatto di risorse e priorità". Stesso tono anche per
l’esponente Udc Deodato Scanderebech, che invoca per il turismo
italiano "programmi mirati di sostegno e soluzioni concrete per
il rilancio". (ANSA).
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