26 Aprile 2015

>>>ANSA/ Tra crisi e pochi fondi, in Italia 692 opere incompiute

>>>ANSA/ Tra crisi e pochi fondi, in Italia 692 opere incompiute
Dossier Codacons su cantieri fermi. Per finirle servono 1,3 mld

(ANSA) – ROMA, 26 APR – La crisi, le aziende che falliscono, la mancanza di fondi. Ma anche intoppi e lungaggini burocratiche. Sono le ragioni alla base dell’Italia ‘incompiuta’ fotografata dal Codacons, che con una indagine della sua tv ha messo in fila ben 692 cantieri in tutta Italia, aperti e mai portati a compimento, che vanno dalle piccole opere per il sociale sul territorio, ai grandi progetti delle ‘archistar’, come la Vela di Calatrava o la Nuvola di Fuksas a Roma. Mentre il governo punta proprio su infrastrutture pubbliche (e private) e investimenti – anche attraverso la partenza dei cantieri dello Sblocca Italia e la spinta del piano Juncker – per agganciare la ripresa, l’associazione dei consumatori fa le pulci a quello che definisce “un immenso spreco di soldi pubblici”, visto che si parla di quasi 700 opere che valgono 3 miliardi e mezzo, ma che per essere portate a termine avrebbero bisogno ancora di finanziamenti per 1,3 miliardi. La ‘maglia nera’ delle incompiute, secondo l’indagine del Codacons, spetta al Lazio, con 82 progetti ancora da terminare, seguito da Sardegna (68) e Sicilia (67). La regione più virtuosa è la provincia autonoma di Trento, che non ha cantieri in sospeso, seguita dalla Val d’Aosta, con una sola opera da finire. Al terzo posto si piazza invece la Campania, con 10 soli cantieri in attesa di essere completati. La maggioranza delle incompiute, secondo il Codacons, sono opere e infrastrutture sociali (62%), ma in valore si equivalgono con le infrastrutture di trasporto (39%). La causa principale per cui le opere non si riescono a concludere è la carenza di risorse (343 sono quelle che soffrono di mancanza di fondi); per 208 opere, pari al 31% del totale, i cantieri sono fermi per interruzioni dovute a cause tecniche, mentre in 188 (il 28% del totale) i lavori si sono bloccati a causa del fallimento dell’impresa esecutrice. “Un quadro deprimente – commenta il Codacons – e un enorme spreco di risorse pubbliche. Il Governo deve dare priorità assoluta al completamento dei lavori già iniziati, bloccando l’autorizzazione a qualsiasi nuova opera fino a che non saranno portati a compimento i progetti già avviati e per i quali sono stati spesi finora una valanga di soldi pubblici”. Tra i casi più eclatanti citati quello della Vela di Calatrava a Roma, il cui costo “è passato da da 65 a 608 milioni di euro ed ancora necessita di fondi per essere completata”, e la Nuvola di Fuksas, “per la quale sono già stati stanziati 276 milioni di euro”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this