7 Aprile 2018

>>>ANSA/ Tim:Calenda, è supporto a public company non statalismo

Genish non cambia piano,prosegue roadshow.Borsa +13% in 2 giorni
MILANO
(di Sara Bonifazio) (ANSA) – MILANO, 7 APR – L’ingresso di Cdp in Tim non è una nazionalizzazione. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda interviene con un tweet a far pace tra liberisti e sovranisti che provano a dare una lettura politica alle mosse del braccio finanziario del Tesoro. “Non stiamo mettendo lo Stato da nessuna parte ma supportando un progetto che prevede una pubblic company, sogno proibito di ogni liberista ben educato”. Ma non basta, “una decisione interventista che ribalta in poche ore una linea politica ventennale merita una spiegazione articolata. Nel metodo, oltre che nel merito” osserva il professore della Bocconi Carlo Alberto Carnevale Maffè e alla richiesta di maggiore chiarezza, Calenda promette a breve un intervento più ‘istituzionale’. In questo polverone intanto Amos Genish prosegue il suo roadshow per convincere gli investitori istituzionali della bontà del suo piano in vista dell’assemblea del 24 aprile e prima che i proxy advisor (di solito un paio di settimane prima ma in questa situazione complicata e fluida potrebbe servire più tempo) diano le loro indicazioni di voto. Non c’è un aggiornamento di piano per fronteggiare le proposte del fondo Elliott e gli advisor (Unicredit, Credit Suisse e Goldman Sachs) sono i consulenti finanziari di sempre nell’ambito delle strategie. Tornando alla politica “nessuno difende le partecipazioni statali, Cdp non sta assumendo il controllo di Tim – spiega Calenda ai suoi ‘follower’ – Ma Tim possiede un asset di interesse pubblico, la rete, ed è giusto presidiare perché le ultime proprietà non sono state precisamente impeccabili. Da qui allo statalismo ce ne passa”. E Riccardo Gallo, intervenendo al programma di Radio24 ‘i Conti della belva’ di Oscar Giannino. ricorda che “Tim nel 2016 ha avuto una redditività operativa pari al 20%, superiore a quella del 1997 anno di privatizzazione, e nel mondo la redditività media (delle società di tlc, ndr) è del 15%” e i timori per il debito poi “valevano 10/15 anni fa, ma non più oggi. Più cauto ma sempre preoccupato è l’ex commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli: “Ho in generale una preoccupazione, maturata negli ultimi anni, che si ricreino le partecipazioni statali”. Battagliero invece il Codacons che ha già presentato un esposto alla Consob, alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma per bloccare l’operazione, nell’ipotesi di insider trading. In due sedute da quando Cdp ha annunciato l’intenzione di cominciare ad acquistare, il titolo ha fatto un balzo del 13,3% tornando a livelli che non vedeva da agosto 2017 (0,85 euro). (ANSA).
BF/

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