24 Ottobre 2011

ANSA/ TBC: CODACONS CHIEDE SEQUESTRO DEL POLICLINICO GEMELLI

 
ANSA/ TBC: CODACONS CHIEDE SEQUESTRO DEL POLICLINICO GEMELLI  
‘ALTRE FONTI CONTAGIO’. OSPEDALE RICORRE CONTRO ESTENSIONE TEST

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 24 OTT – Il Codacons ha chiesto il sequestro
preventivo del Policlinico Gemelli per la vicenda dei neonati
contagiati dal virus della tubercolosi. L’associazione dei
consumatori si è rivolta alla procura della Repubblica di Roma
denunciando "alcuni clamorosi casi di contagio che vedono
coinvolti bambini nati presso il nosocomio, ma che non sono mai
transitati per il reparto di neonatologia". Nell’ospedale
romano ci sarebbero quindi altri focolai di contagio oltre all’
infermiera di neonatologia malata di Tbc da cui la vicenda ha
avuto origine.
   "Esistono casi di bambini nati al Gemelli che sono risultati
positivi ai test per il contagio da Tbc, ma che non sono mai
stati nel nido del reparto di neonatologia – si legge nella
richiesta del Codacons -. Tale circostanza può portare ad una
duplice conclusione: o l’infermiera in questione non ha svolto
servizio solo nel nido del reparto, o vi sono altri e ulteriori
possibili veicoli di trasmissione, ancora presenti all’interno
del reparto stesso". Il Codacons chiede "il sequestro
preventivo della struttura ospedaliera, almeno fino a quando non
si siano effettuati controlli nei locali e visite a tutto il
personale medico e infermieristico o almeno il sequestro
preventivo dei reparti dove sono transitati i neonati
(neonatologia, sala operatoria, sale parto, nido e nidini)".
   L’associazione in particolare riferisce di due casi di
bambini nati a giugno di quest’anno e mai passati per
neonatologia. Entrambi sono risultati positivi alla Tbc. Il
presidente della Regione Lazio Renata Polverini non ha voluto
commentare la mossa del Codacons. "Lo dovete chiedere al
giudice, non a me", ha detto.
   Il Gemelli ha intanto presentato ricorso al Consiglio di
Stato contro l’ordinanza del Tar del Lazio che ha dichiarato
illegittimo limitare al gennaio 2011 i controlli per la Tbc sui
bambini nati nell’ospedale romano. Secondo il Policlinico, "un
allargamento dello screening rispetto all’ambito definito dalla
Regione Lazio (…) sarebbe di incerto fondamento scientifico e
non potrebbe essere posto in correlazione con l’episodio di
infezione turbercolare rilevato nel luglio 2011 a carico di
un’infermiera" del Gemelli. "Un’indagine epidemiologica
retrospettiva di una tale estensione temporale non potrebbe
essere limitata ai soli nati presso il Gemelli – prosegue la
nota dell’ospedale -; inoltre l’utilità di una siffatta
indagine andrebbe valutata e comparata con l’elevato impatto
sociale della stessa, ovvero migliaia di bambini sottoposti a
controlli e prelievi non necessari per la tutela della loro
salute e migliaia di famiglie messe in allarme senza reale
motivo".
   Quanto alla richiesta di sequestro avanzata dal Codacons, il
Gemelli non ha commentato direttamente. "Eventuali casi di
positività al Quantiferon (test per la Tbc, ndr) – che, si
sottolinea, non è indicazione di malattia, ma di contatto con
il batterio della tubercolosi – si legge in coda alla nota -,
rilevati al di fuori dello screening deciso dalle autorità
competenti non possono considerarsi univocamente associati a
un’esposizione ospedaliera, dal momento che andrebbero valutate
tutte le altre potenziali fonti dell’eventuale infezione".
(ANSA).
 

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