ANSA/ Tavecchio: amb. Israele ora critica, prosegue polemica
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Dopo riconoscimento aiuto ‘stop a frasi’. E a n.1 Figc il Tapiro
(ANSA) – ROMA, 2 NOV – Un ‘Tapiro’ e una precisazione: si consuma così la giornata di Carlo Tavecchio, l’indomani lo scoppio delle polemiche per la gaffe su ‘ebreacci’ e gay del n.1 del calcio italiano. E se ieri l’ambasciatore d’Israele in Italia, Naor Gilon, aveva avuto parole chiare per il presidente della Figc (“A Carlo Tavecchio noi di Israele abbiamo chiesto aiuto al congresso Fifa, lui ce l’ha dato e non ha avuto timore a dirlo pubblicamente: sul merito delle frasi non entro”), oggi il capo della diplomazia di Gerusalemme è voluto tornare sull’ argomento, con un’aggiunta: “Voglio ribadire che nessuno può dubitare che, come israeliano, ebreo e parte di un gruppo di minoranza, io possa minimamente accettare parole quali quelle pronunciate dal presidente Tavecchio. Nella mia risposta di ieri – dice l’ambasciatore israeliano, che domenica aveva preferito “non entrare nel merito” delle dichiarazioni del presidente Figc – ho semplicemente confermato quanto menzionato da Tavecchio sul Corriere della Sera di ieri, secondo cui ha sostenuto con convinzione Israele nel fermare un’iniziativa anti-israeliana in seno alla Fifa. Vedo in questo due questioni diverse e separate”, chiarisce Gilon. E così, mentre il n.1 di via Allegri riceve alla Stazione Centrale di Milano il “Tapiro d’Oro” di ‘Striscia’ per lo scivolone razzista, il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba va giù duro, affermando che le sue parole non sono un esempio che fa onore allo sport italiano. Quello di Tavecchio, aggiunge Bobba, “rientra in quei comportamenti dall’alto e dal basso che anziché favorire l’integrazione e il dialogo promuovono il respingimento e il razzismo”. Tavecchio dovrebbe fare un passo indietro? “Il governo non ha alcuna autorità in questo senso – risponde Bobba -. Ma chi avendo delle responsabilità si lascia andare a questo tipo di azioni dovrebbe pensare bene a quello che fa”. Non bastassero le critiche che continuano a piovere addosso al 72enne ex sindaco di Ponte Lambro, il Codacons è andato oltre e con un atto-memoria ha chiesto oggi al Tar del Lazio di sospendere la sua nomina a presidente della Figc “E’ evidente – sostiene l’associazione dei consumatori – che una carica così importante nel mondo dello sport non può essere affidata a soggetti che abbiano idee di stampo razzista”. Da registrare anche la presa di posizione della American Jewish Committee che in una nota “esprime il suo sdegno e sgomento per i pregiudizi antisemiti e omofobi rivelati nelle parole del presidente Figc”, mentre Lapo Elkann ricorda solo che, all’epoca dell’elezione del vertice Figc, “avremmo potuto scegliere molto meglio per il presente e per il futuro del calcio italiano e sicuramente non saremmo qui a difenderci dagli attacchi degli altri Paesi su commenti disumani di Tavecchio”.
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