>>>ANSA/ Ruby: pm su caso Fadil, ‘o avvelenata o malattia rara’
-
fonte:
- Ansa
(di Francesca Brunati e Igor Greganti) (ANSA) – MILANO, 19 MAR – A quasi tre settimane dalla sua morte non c’è ancora un’ipotesi in grado di dare una direzione precisa alle indagini sul caso di Imane Fadil, tra le testimoni chiave del caso Ruby, deceduta lo scorso primo marzo dopo un mese di sofferenze all’Humanitas di Rozzano, nel Milanese. Mentre al quarto piano del Palazzo di Giustizia il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano per quasi tutto il giorno è rimasta chiusa nel suo ufficio con i pm Antonia Pavan e Luca Gaglio, un piano più sotto è andato in scena uno dei molti filoni del processo in cui Silvio Berlusconi è imputato per aver comprato il silenzio delle sue ospiti alle serate di Arcore e nel quale la modella marocchina, sulla stessa linea di Ambra Battilana e Chiara Danese, aveva chiesto di entrare come parte civile, dopo aver raccontato nelle indagini quel che aveva visto in quelle cene che di elegante avevano ben poco. Proprio al termine di un’udienza ‘lampo’ l’avvocato dell’ex premier, Federico Cecconi, ha tenuto a precisare che “dal punto di vista tecnico-processuale la morte” della 34enne “nuoce alla difesa di Berlusconi, perché le sue dichiarazioni entrano nel processo direttamente e così noi non possiamo procedere con il controesame”. Tecnicismi a parte, però, il legale ha anche aggiunto: “Quando muore una persona la massima forma di dolore non è un’espressione retorica”. Sul fronte dell’inchiesta sul giallo della morte, come vanno ripetendo i pm, è necessario che l’autopsia, attesa per i prossimi giorni, sciolga alcuni nodi, come quello, di cui al momento esiste solo una conferma parziale in base alle analisi di un laboratorio milanese, sulla presenza di sostanze radioattive. Punto questo su cui c’è il riserbo degli inquirenti, ma che ha costretto a prevedere una serie di cautele per proteggere i medici che effettueranno l’esame autoptico, preceduto prima da qualche carotaggio (potrebbero iniziare tra domani e dopodomani) di alcuni organi interni, che avverrà anche con il supporto di una squadra speciale dei vigili del fuoco. Stamani, comunque, i pm ci hanno tenuto a dire che le ipotesi di morte naturale, ovvero per una malattia rara, o di un avvelenamento “hanno pari dignità” e sono sullo stesso piano. Anche se “il sospetto di avvelenamento è indiscutibile”. Non solo in quanto Imane lo aveva riferito al fratello Tarek e ad un amico almeno tre settimane prima di morire, ma anche perché “siamo di fronte ad una morte – è stato precisato – che non ha una risposta clinica e quindi dobbiamo tenere questa finestra aperta”. Il fratello ora, come ha spiegato Paolo Sevesi, il legale della 34enne che ha incontrato anche oggi i pm per fornire informazioni utili, “è spaventatissimo soprattutto per il clamore mediatico della vicenda”. L’avvocato ha raccontato che nell’ultimo periodo Fadil lavorava in modo saltuario come hostess nelle fiere, anche se tutta la sua concentrazione era sul processo Ruby ter. Un amico della ragazza, intervistato dal Tg1, ha spiegato che i medici le chiesero se aveva “il timore” che qualcuno le avesse “fatto del male” e “lei rispose sì”. In questo quadro, il Codacons ha comunicato di volersi costituire “parte offesa nell’inchiesta” sui “possibili risvolti che la vicenda potrebbe avere sulla sicurezza dei cittadini e sull’ambiente”. (ANSA).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: Berlusconi, Imane Fadil
