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4 Maggio 2011

ANSA/ ROMA SPORCA,CLASS ACTION CODACONS E CHIP PER DIFFERENZIATA

ASSOCIAZIONE CONSUMATORI,VERIFICARE PERCORSO CHE FANNO I RIFIUTI

(ANSA) – ROMA, 4 MAG – Degrado nei quartieri della capitale:
dall’immondizia per strada agli autobus sovraffollati e in
ritardo, dalle buche ‘incubo’ per auto e moto alle strisce
pedonali ‘invisibili’. Il Codacons lancia il suo Sos e mobilita
i romani per fare una class action contro il Comune di Roma.
“L’amministrazione comunale, nel 2005 e 2008, ha indicato
quali sono le zone degradate della capitale – ha spiegato Marco
Ramadori, uno dei presidenti del Codacons – e per queste aree ha
ottenuto 50 milioni di euro per riqualificarle. Così non è
stato visto il degrado davanti cui ci troviamo”. E sono diverse
le aree, non solo in periferia, considerate ‘degradate’ dalla
delibera comunale del 2008: da Montesacro a Bufalotta, da Casal
Bertone a San Basilio, da Centocelle a Torre Maura, da Ostiense
a Corviale, da Trionfale a Boccea.
L’obiettivo della class action è quello di risarcire i
cittadini per i disservizi: mille euro di danni per ogni
residente che sottoscrive l’appello entro il 30 giugno. E’
quanto promette il Codacons che questa mattina ha puntato i
riflettori sulla pulizia delle strade della capitale.
Vie sporche, in alcuni casi sporchissime, e netturbini spesso
assenti per giorni. Sono in sintesi i risultati del monitoraggio
di dieci strade fatto per verificare la frequenza di passaggio
da parte dell’Ama. Ogni giorno, e per più di una settimana,
sono stati depositati in precisi punti dei rifiuti (bottiglie di
plastica, lattine, cartacce) per poi vedere se venivano rimossi:
maglietta nera per via Carnaro, in zona Conca d’Oro, via Gaspara
Stampa, quartiere Talenti e via Borgo Ticino, in zona Casalotti,
dove la frequenza di pulizia è stata di una volta in dieci
giorni. Il 90% delle strade monitorate ha registrato risultati
insufficienti: solo via Appia ha superato l’esame del Codacons
con livelli di pulizia accettabili.
La battaglia dell’associazione dei consumatori, che ha già
presentato una denuncia in Procura di Roma contro l’Ama
ipotizzando il reato di interruzione di pubblico servizio, non
si ferma qui. Anzi, utilizza le nuove tecnologie per cercare di
mettere in scacco eventuali irregolarità nella capitale. L’idea
é quella di inserire dei ‘chip’ con rilevatori Gps all’interno
di buste dell’immondizia per poi ‘seguire’ i rifiuti e
verificare se realmente rispettano il percorso della raccolta
differenziata; una volta attivato, il chip invierà sms per
segnalare la sua posizione che potrà essere rintracciata
attraverso programmi di mappatura come Google Earth. “La
differenziata dovrebbe andare nell’impianto di Rocca Cencia – ha
detto Carlo Rienzi uno dei presidenti del Codacons -, ma se
così non fosse renderemo noto dove va a finire, valutando
eventuali responsabilità anche penali”.(ANSA).

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