20 Ottobre 2017

>>>ANSA/ Risiko sull’Ema, pressing Gentiloni in Ue per Milano

 

(di Patrizia Antonini) (ANSA) – BRUXELLES, 20 OTT – Salgono le quotazioni di Amsterdam, in pista con Milano tra le cinque front-runner, assieme a Copenaghen, Vienna e Bratislava, nel risiko per la conquista dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) che come l’Autorità bancaria (Eba) dovrà lasciare Londra per la Brexit. I corridoi del vertice Ue sono stati occasione per le grandi manovre sulle alleanze. Costruzioni di geometrie variabili, per aree geografiche, affinità politiche o calcoli di convenienza in vista del voto segreto a tre turni, del 20 novembre, al consiglio Affari generali, dove due città emergeranno vincitrici tra le 19 candidate ad accogliere l’Ema, e nove l’Eba. “Milano ha buone carte da giocare e ne esce bene, perché ci hanno lavorato tutti”, afferma il premier Paolo Gentiloni, che ci tiene a sottolineare il lavoro di squadra. “Il pressing diplomatico è notevole”, spiega, “e la nostra industria farmaceutica ha una sua forza”. “Saremo combattivi fino all’ultimo secondo utile”, avverte anche il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. Ma il Codacons rema contro. L’associazione ha scritto alla Commissione Ue chiedendo di rigettare la candidatura di Milano “perché l’ente sarebbe sottoposto alle pesanti influenze dei produttori di farmaci e non potrebbe svolgere il proprio ruolo e i propri compiti con la serenità e l’indipendenza necessarie”. Intanto l’Italia tira dritto nel massimo della confidenzialità, e così si preferisce non scendere nei dettagli sull’ipotesi di una cordata mediterranea lanciata dalla Grecia alcuni giorni fa (che per Ema corre con Atene). Ad uscire allo scoperto è invece il premier bulgaro Boiko Borissov, che spiega di “lavorare più da vicino con Italia, Grecia e Slovacchia”. Mentre la Slovenia (senza candidati), data da indiscrezioni a favore di Milano, preferisce non sbilanciarsi, rimandando ad un’analisi approfondita che prenderà in considerazione le relazioni con i diversi Paesi. Ad impegnarsi a tutto campo nello shopping di voti per conquistare l’Ema è stata anche l’Olanda. “Ho sottolineato l’importanza dei collegamenti aerei e la buona posizione di Amsterdam in fatto di mobilità; ho cercato così di accaparrarmi più consensi possibili, ma lo hanno fatto anche gli altri”, sintetizza il leader dei Paesi Bassi Mark Rutte. Anche in questo caso il lavoro “resta dietro le quinte”, sebbene sia facile immaginare un intreccio di scambi, almeno al secondo turno, col Belgio (che candida Bruxelles per Ema e Eba) e il Lussemburgo, a sua volta schierato per l’Autorità bancaria, contro Dublino, Vienna, Varsavia, Francoforte, Parigi e Praga. In pole position per l’Agenzia del farmaco, restano i danesi con Copenaghen, punta di un agguerrito tridente scandinavo che vede in gara Stoccolma e Helsinki, entrambe convinte di avere buone possibilità, anche sulla base della campagna acquisti condotta al vertice, come evidenzia il premier svedese Stefan Lofven. Un trio che guarda con speranza ai voti dei vicini Baltici (non candidati), con cui solitamente fanno cartello. Posizioni forti sono anche quelle di Vienna, schierata dall’Austria ad accogliere entrambe le autorità, e la vicina Bratislava, con la Slovacchia che rivendica a gran voce l’Ema nel nome di un’equa ridistribuzione geografica delle agenzie a favore di chi, come lei, non ne ospita alcuna sul territorio. Narrativa comune non solo ai quattro Paesi Visegrad, ma anche a Cipro, Romania e Bulgaria, che potrebbero fare quadrato attorno alla candidatura di Bratislava. Altra importante partita nella partita è quella di Francia e Germania: entrambe puntano sulle due scacchiere, con Lille e Parigi la prima, e Bonn e Francoforte l’altra. Nel complesso, un assoluto rompicapo, che da qui al 20 novembre promette fuochi d’artificio.

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