23 Gennaio 2014

>>>ANSA/ Rimpatrio capitali, arriva dl. Si tratta con Svizzera

>>>ANSA/ Rimpatrio capitali, arriva dl. Si tratta con Svizzera

(ANSA) – ROMA, 23 GEN – Arriverà domani sul tavolo del consiglio dei ministri il decreto legge per il rimpatrio dei capitali dall’estero. Un provvedimento atteso in vista di un possibile accordo con la Svizzera per lo scambio di informazioni che potrebbe arrivare a breve. Sarà infatti proprio il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ad incontrare domani mattina a Davos la sua omologa svizzera, Eveline Widmer-Schlumpf, in vista del bilaterale Italia-Svizzera di fine mese per proseguire i negoziati tra i due Paesi in materia fiscale. Il governo sembrerebbe insomma impegnato su un doppio binario: uno tutto nazionale e l’altro, più lungo e complesso, internazionale. Da una parte c’è quindi il lavoro del pm Francesco Greco, volto a rendere appetibile il rimpatrio ma facendo meno sconti possibile ed evitando “l’effetto condono”. Dall’altra c’è l’accordo vero e proprio con Berna. Accordo che pero’, ammesso si arrivi alla firma già a fine mese, avrebbe un lunghissimo tempo di gestazione, tra le ratifiche dei due Parlamenti e i necessari referendum svizzeri. Il decreto di domani dovrebbe quindi contenere l’impalcatura per permettere il rientro dei capitali esportati con la cosiddetta ‘voluntary disclosure’. Si starebbe studiando una sorta di “autodenuncia”, che prevedrebbe il pagamento integrale delle tasse, uno sconto sulle sanzioni e la neutralizzazione di quasi tutti i reati tributari, ad eccezione della frode fiscale. Non potrebbe così aderire non solo chi ha frodato il fisco, ma neanche chi, ad esempio, ha ricevuto dall’erario anche un semplice questionario con richiesta di chiarimento. Si prevedrebbe una finestra temporale, fino all’estate 2015, per la ‘regolarizzazione volontaria’ del non dichiarato e le norme prevedrebbero, come presupposto per la pacificazione, il pagamento integrale delle tasse evase. Lo sconto sulle sanzioni potrebbe arrivare a metà del minimo di legge se il patrimonio proviene da Paesi con i quali c’è scambio di informazioni. Lo stesso decreto potrebbe anche contenere la modifica della legge di stabilità necessaria per evitare il taglio lineare delle detrazioni a partire da quest’anno. La strada per coprire il mancato taglio con la spending review è stata indicata dal governo martedì e va ora messa nero su bianco. Domani sarà però anche il giorno clou, ribattezzato da Confedilizia come “il giorno della vergogna”, per il pagamento di mini-Imu e maggiorazione Tares. I giorni passati sono stati di passione per molti contribuenti italiani, alla prese con il calcolo dell’imposta e, in alcuni casi, con i ritardi delle aziende di raccolta dei rifiuti nell’invio dei bollettini Tares. I Caf hanno lavorato a pieno ritmo e continueranno a farlo, spiega Valeriano Canepari, coordinatore della Consulta dei centri, anche nei primi giorni della prossima settimana, con molti contribuenti che hanno preferito optare per una minisanzione piuttosto che stare in fila per ore. Uno slittamento della scadenza, così come richiesto dal Codacons, non avrebbe invece alcun effetto positivo, perché non farebbe che aumentare, secondo i Caf, la confusione.(ANSA).

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