22 Gennaio 2016

>>>ANSA/ Renzi chiama Guidi, moral suasion su prezzi benzina

>>>ANSA/ Renzi chiama Guidi, moral suasion su prezzi benzina
Ma petrolieri, gestori e consumatori attaccano, pesa il fisco

(di Francesca Paggio) (ANSA) – ROMA, 22 GEN – Una ‘moral suasion’ sui petrolieri perché, con il prezzo del petrolio che scende a precipizio, facciano calare anche i prezzi dei carburanti. A sollecitarla è il premier Matteo Renzi, che non raccoglie però particolari consensi, nemmeno da parte dei consumatori, secondo cui a pesare è il fisco e, dunque, è su Iva e accise che bisogna intervenire. “Il petrolio a 25 dollari rischia di diventare un problema per gli equilibri geopolitici, quanto al prezzo alla pompa ho chiesto al ministro dello Sviluppo di usare la moral suasion”, ha annunciato Renzi intervistato da Rtl, spiegando che “non abbiamo molti altri strumenti per chiedere di far scendere i prezzi”. Palazzo Chigi, insomma, attraverso il ministro Federica Guidi intende spingere le compagnie petrolifere ad abbassare i listini. Il petrolio, del resto, è sceso sotto quota 30 dollari, mentre la benzina, malgrado una lunga serie di ribassi, stenta a lasciare la soglia di 1,4 euro al litro: stando all’ultima rilevazione del ministero dello Sviluppo, che offre una media tra prezzo servito e self, comprese le pompe bianche, la verde era infatti a quota 1,409 euro. L’Unione petrolifera, implicitamente chiamata in causa dal presidente del Consiglio, sottolinea comunque che “da giugno 2015 ad oggi il prezzo della benzina è diminuito complessivamente di oltre 21 centesimi, mentre quello del gasolio di circa 28 centesimi, riflettendo appieno la discesa del greggio e dei prodotti raffinati sui mercati internazionali”. A guardar bene, allora, Renzi potrebbe aver sbagliato destinatario e le lamentele andrebbero forse indirizzate a via XX Settembre. Il Mise, che comunque monitora costantemente i prezzi e lavora alla riforma della rete di distribuzione, fa infatti notare che i margini di manovra sono molto limitati, sia per la situazione oggettivamente difficile della raffinazione ma soprattutto per il carico fiscale che non lascia spazi di intervento. Adusbef e Federconsumatori sottolineano infatti come sul prezzo finale della benzina tasse e accise pesano per il 70%. Si tratta di un livello “intollerabile”, su cui proprio il governo dovrebbe intervenire “affinché le accise siano ritoccate al ribasso immediatamente di almeno 5 cent al litro in una prima fase, per poi intervenire in termini strutturali con ulteriori riduzioni di almeno 10 cent al fine di riportare la tassazione nelle medie europee”. Certo, proseguono i consumatori, qualcosa si può fare anche sul prezzo industriale, visto che anche tenendo conto della perdita di forza del cambio euro-dollaro, dell’aumento delle accise sui carburanti, nonché dell’incremento dell’Iva, “il costo della benzina si trova comunque 6 centesimi oltre il livello a cui si dovrebbe attestare”. Sulla stessa linea dei consumatori anche i gestori della Faib Confesercenti: “per assurdo – rilevano – anche se i Paesi produttori ci regalassero la materia prima, un litro di verde costerebbe comunque agli italiani 1,083 euro, un litro di gasolio 0,965 euro”. Dello stesso avviso il Codacons, che sottolinea come, a causa del peso del fisco, “l’Italia resta saldamente ai vertici della classifica dei paesi europei dove i carburanti costano di più”.(ANSA).

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