8 Luglio 2018

>>>ANSA/ Regioni-Min.Salute al lavoro,rischio Listeria contenuto

 

(ANSA) – ROMA, 8 LUG – Si tratterebbe di ”pochissime” partite di verdure quelle a rischio Listeria presenti nel nostro paese e gia’ ritirate; al momento poi non risulta nessun focolaio di infezione nel nostro paese, come annunciato ieri dal ministro della Salute Giulia Grillo. In sostanza la situazione, che ieri ha portato la Findus e la Freshona ha ritirare in via precauzionale alcuni lotti di verdure surgelate, sarebbe considerata – alla luce dei dati in possesso fino ad ora – ”contenuta” e in sostanza non preoccupante, anche perche’ il batterio viene distrutto nella cottura, trattamento necessario per la preparazione dei minestroni come quelli ritirati dalla Findus. L’allerta per il rischio di contaminazione da Listeria risale all’inizio dell’anno ma e’ di venerdi’ scorso la comunicazione all’Italia da parte della commissione europea della presenza di alcuni prodotti anche nel nostro paese. Il ministero della Salute e le Regioni, che hanno 48 ore di tempo da norma per intervenire, hanno attivato il giorno stesso le comunicazioni per verificare eventuali situazioni di crisi. Le regioni hanno quindi gia’ ricevuto le indicazioni sulle aziende da allertare e risulterebbe siano gia’ intervenute. Se l’Italia e’ stata fortunatamente protetta da questo rischio lo diranno le verifiche in corso in queste ore e nei prossimi giorni, quando sara’ possibile avere un quadro piu’ preciso, ma anche dalla Coldiretti arriva l’appello a evitare pericolosi allarmismi. Gli italiani infatti hanno consumato 402,5 milioni di chili di vegetali surgelati nel 2017 con un aumento dell’1,8% rispetto all’anno precedente, dovuto proprio alla crescita a tavola dei vegetali naturali e in particolare delle zuppe, dei passati e dei minestroni. Dalla mucca pazza (2001) alla carne alla diossina nel nord europa (2008), dal latte alla melamina dalla Cina (2008) alla mozzarella blu (2010) fino alle polpette con carne di cavallo spacciata per manzo (2013) e venduta in tutta Europa, con la globalizzazione degli scambi commerciali gli allarmi – sottolinea la Coldiretti – si diffondono rapidamente nei diversi Paesi con pericolose conseguenze per la salute dei cittadini ma anche sul piano economico per gli effetti sui consumi poiché non si riesce a confinare l’emergenza anche per le logiche produttive e commerciali, spiega l’associazione. Le maggiori preoccupazioni – precisa la Coldiretti – sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. L’esperienza di questi anni – sostiene la Coldiretti – dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in indicare in etichetta l’origine dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti ma anche la necessità di togliere il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione pubblica delle aziende che importano i prodotti dall’estero per consentire interventi rapidi e mirati. Per nulla rassicurante la posizione del Codacons che afferma: ”nonostante le rassicurazioni del Ministero della salute, rischia di avere dimensioni enormi e di coinvolgere milioni di italiani”. “E’ evidente che il solo ritiro volontario di alcuni lotti potenzialmente pericolosi non è affatto sufficiente – afferma il presidente Carlo Rienzi – La listeriosi è una malattia gravissima con un elevato tasso di mortalità, e occorre attivarsi subito per evitare focolai anche in Italia: per questo il Codacons diffida oggi il Ministro della salute Grillo e i Nas a svolgere controlli a tappeto in tutta Italia, attraverso analisi a campione sui prodotti in vendita nei supermercati di tutta la penisola e contenenti ortaggi surgelati”. (ANSA).

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