24 Novembre 2021

>>>ANSA/Ponte Genova: Comitato vittime non sarà parte civile

Possetti, faremo comunque interesse comune, ma legge va cambiata
GENOVA
(di Laura Nicastro) (ANSA) – GENOVA, 24 NOV – Non sarà parte civile il Comitato ricordo vittime del ponte Morandi. La decisione arriva a metà mattinata nel corso dell’udienza preliminare che dovrà decidere se rinviare a giudizio le 59 persone, oltre alle due società, indagate per la tragedia del 14 agosto 2018 quando il viadotto della A10 collassò, causando la morte di 43 persone. Il giudice ha escluso il comitato, che racchiude la maggior parte dei familiari delle vittime, per “carenza di legittimazione visto che è stato costituito dopo i fatti”. “Ovviamente siamo molto dispiaciuti per questa decisione, speravamo nell’accettazione anche alla luce delle precedenti sentenze. Questo non rallenta di una virgola la nostra azione collegiale”, ha detto Egle Possetti presidente del Comitato: “Agiremo nell’interesse comune anche come singoli parenti”. “Pensiamo – ha però sottolineato – che questa norma di legge nel caso della costituzione di comitati dei parenti costituiti ovviamente ‘post’ debba essere modificata perché non ha nessuna logica. E’ impossibile che uno si costituisca come comitato prima del reato”. Il giudice ha escluso la maggior parte delle persone e associazioni, circa 500, che avevano chiesto di essere ammesse. Tra queste tutte le sigle sindacali e le associazioni di consumatori. Ammesse, tra le altre, oltre ai parenti delle vittime singolarmente, anche il Codacons e Assoutenti, Filse e la palestra di via Porro, oltre al Comune di Genova, la Regione, la presidenza del Consiglio e il ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili. Gli ultimi due si erano costituiti contro tutti tranne che contro Autostrade. All’udienza di oggi il gup ha anche ammesso la citazione come responsabili civili (coloro che pagheranno in caso di condanne) di Aspi, Spea, Anas e Mims. Si continuerà il 15 dicembre e poi si proseguirà fino a primavera inoltrata quando il giudice dovrà decidere se rinviare a giudizio o meno. Intanto pende in Cassazione l’istanza di ricusazione del gup presentata dai difensori di alcuni imputati, tra cui l’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci. Secondo i legali il magistrato non sarebbe imparziale perché aveva già emesso una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto persone nell’indagine sulle barriere fonoassorbenti pericolose. Oltre alle 59 persone, tra ex dirigenti di Autostrade e Spea, la controllata che si occupava delle manutenzioni e monitoraggi, ex e attuali tecnici e dirigenti del ministero delle Infrastrutture, sono imputate le due società per responsabilità amministrativa dell’ente. Secondo la procura, che ha coordinato il lavoro del primo gruppo della guardia di finanza, gli imputati sapevano delle condizioni in cui versava il ponte ma non è stato fatto nulla. Anzi, secondo i pm Massimo Terrile e Walter Cotugno insieme all’aggiunto Paolo D’Ovidio, le manutenzioni vennero ritardate per consentire il massimo guadagno e maggiori dividendi ai soci. Stanno per essere chiusi i tre filoni di inchiesta nati dopo il crollo e cioè quello sui falsi report sui viadotti, quello sulle barriere pericolose e quello sulle manutenzioni delle gallerie. (ANSA).

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