31 Agosto 2021

>>>ANSA/Pil Italia in volo,al top da ’95. Prezzi si scaldano

 

(di Francesco Carbone) (ANSA) – ROMA, 31 AGO – Cresce a due cifre il prodotto interno italiano mettendo a segno un +17,3% nel secondo trimestre 2021 rispetto all’anno precedente: più della Germania, del prodotto dell’area euro e al top dall’inizio delle rilevazioni storiche del 1995. Una crescita che deve però’ essere confrontata con il record negativo del secondo trimestre 2020 quando la pandemia fece sentire i suoi effetti portando il Paese alla recessione più forte dalla seconda guerra mondiale. Ma la crescita potrebbe essere anche più potente se, come indica il ministro della Pa, Renato Brunetta, si tornasse a lavorare in presenza nel pubblico e nel privato. Si dice poi ”confortato” dal risultato “di cui l’industria è stata protagonista” il presidente di Confindustria Carlo Bonomi anche se non nasconde il timore per l’effetto delle varianti. L’Istat conferma dunque la forte crescita. Ad aprile-giugno rispetto al trimestre precedente la crescita è stata del 2,7%, un’accelerazione che lascia ben sperare sul raggiungimento del target indicato dal governo: la crescita già acquisita nel 2021, e cioè quella che si avrebbe con variazioni pari a zero nei prossimi trimestri, è infatti del 4,7%. Ad un soffio dunque dal 5% ma neanche troppo lontana dal 6% che si inizia ad ipotizzare. L’inflazione intanto, sotto lo sguardo vigile della Bce, rialza la testa in agosto (anche per il carrello della spesa italiano: +0,8% annuo) trainata dagli energetici: nella zona euro, secondo la stima flash di Eurostat, il tasso (indice IPCA) è salito al 3% ad agosto, in aumento dal 2,2% di luglio. A pesare soprattutto l’energia (15,4%). E anche in Italia la crescita dei prezzi è forte: l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi segna un aumento dello 0,5% su base mensile e del 2,1% su base annua (da +1,9%del mese precedente), rileva l’Istat sottolineando che il livello è top dal gennaio 2013. Una situazione, quella della crescita dei prezzi oltre la ‘soglia psicologica’ del 2%, tenuta in costante osservazione dalla Bce, che mostra però un atteggiamento ‘attendista’ che al momento esclude un aumento del costo del denaro. Questo anche perché attualmente più che per la corsa dei prezzi l’Eurotower appare preoccupata per la ripresa che potrebbe essere intralciata proprio mentre scalda i motori. I mercati però, a fasi alterne, sono in tensione sull’ipotesi di una riduzione anticipata del programma di acquisti. E infatti oggi il governatore della banca centrale austriaca Robert Holzmann, componente del consiglio direttivo della Bce (che si riunirà la prossima settimana), indica: bisognerebbe iniziare “a pensare a come ridurre i programmi speciali” varati contro la crisi pandemica. Tornando al prodotto bisognerà anche vedere come andrà la produzione dell’industria nei prossimi mesi. Produzione che intanto (fonte Istat) deve fare i conti, oltre che con la carenza di materie prime anche con la relativa fiammata dei prezzi: a luglio 2021 i prezzi alla produzione dell’industria aumentano del 2,1% su base mensile e del 10,4% su base annua. Ma il dato complessivo di quella che Istat indica come ”crescita sostenuta” è intanto incoraggiante e trainato dai consumi delle famiglie anche se i redditi restano sostanzialmente al palo: la spesa delle famiglie sul territorio economico ha registrato un incremento nel secondo trimestre dell’anno, in termini congiunturali, del 5,2%. Per quanto riguarda gli investimenti la ripresa è stata determinata dalla spesa per impianti, macchinari e armamenti cresciuta in misura pari al 2,8%, con la componente dei mezzi di trasporto cresciuta del 3,3%. Mentre Nomisma parla di ”ottime prospettive” per il Belpaese i consumatori lanciano l’allarme sulla stangata dell’aumento dei prezzi indicando una forchetta di rialzi (usano metodologie e basi di calcolo diverse, ndr) che va dai 625,80 euro annui in più a famiglia di Federconsumatori ai 645 euro indicati da Codacons, fino ai 786 dell’Unc. Confcommercio chiede di non trascurare le tensioni sui prezzi ma secondo Nomisma “questa timida crescita inflattiva non deve destare preoccupazione né allarmismo”. Infine per Federdistribuzione “gli aumenti dei costi delle materie prime fanno intravedere possibili tensioni sui prezzi nei prossimi mesi” mentre per Coldiretti i prezzi di ortaggi e verdura balzati del 3,3% sono un chiaro effetto del “clima pazzo”. (ANSA).

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