29 Dicembre 2016

>>>ANSA/ Piazza Affari paga anno orribile banche, -10% in 2016

>>>ANSA/ Piazza Affari paga anno orribile banche, -10% in 2016

(di Paolo Algisi) (ANSA) – MILANO, 29 DIC – L’annus horribilis delle banche italiane si abbatte anche su Piazza Affari, destinata a chiudere il 2016 in coda ai listini mondiali e con un pesante passivo. Alla vigilia della fine dell’anno borsistico, positivo per gran parte dei mercati azionari mondiali, solo i listini di Shanghai (-12,5%), Shenzhen (-14,8%) e Lisbona (-12,1%) hanno fatto peggio di Milano. Da inizio anno il Ftse Mib, l’indice delle 40 blue chips italiane, ha ceduto il 10,3%, mentre il Ftse All Share, che misura l’andamento di tutti i titoli quotati, ha perso il 10,1%. Fatti due conti, considerando che lo scorso anno Piazza Affari capitalizzava 567 miliardi di euro, il listino ha bruciato più di 50 miliardi di euro (il conto non considera l’impatto dei nuovi ingressi e delle uscite). Il bilancio negativo si spiega con le tensioni che hanno coinvolto il comparto bancario, innescate a fine 2015 con il salvataggio di Banca Etruria e delle altre ‘good bank’ e proseguito con il fallimento degli aumenti della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, messe in sicurezza dal fondo Atlante, e di quello di Mps, per cui sarà necessario l’intervento dello Stato. A pagare il prezzo più alto sono stati gli azionisti delle banche. L’indice Ftse Italia Banche ha perso in un anno più del 38% del suo valore sotto il peso di 360 miliardi di euro di sofferenze lorde, di cui una vigilanza europea inflessibile ha chiesto a più riprese lo smaltimento, costringendo diversi istituti a ricapitalizzarsi per ripulire i bilanci dai non performing loans. Alle perdite di Borsa si aggiungono quelle degli istituti non quotati, le cui azioni e obbligazioni sono finite nel portafoglio di moltissimi piccoli risparmiatori: il Codacons calcola che le crisi di Veneto Banca, Popolare di Vicenza, Carife, Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria ha bruciato 15,6 miliardi di euro di investimenti in mano a oltre 200 mila piccoli risparmiatori. Mps, prima che il titolo venisse sospeso, ha ceduto l’87% del suo valore, Banco Popolare il 75,7%, Carige il 75%, Bpm il 60,7%, Ubi il 58%, Unicredit il 47,6%. Le vendite non hanno risparmiato banche solide come Intesa (-19%), con gli investitori preoccupati non solo per gli effetti sistemici della crisi bancaria ma anche per un contesto di bassa crescita e tassi sottozero che pesa sulla redditività. La performance deludente di Piazza Affari, mitigata dal mini-rally di fine anno, si fa ancora più stridente se paragonata all’andamento delle altre Borse: il Dow Jones è salito del 13,7%, Francoforte del 6,6%, Parigi del 4,3% mentre Londra ha superato senza traumi lo shock della Brexit toccando il suo massimo storico e chiudendo il 2016 con un +14%.(ANSA).

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