8 Febbraio 2021

>>>ANSA/Petrolio corre, Brent torna a 60 dlr.Sale la benzina

Greggio su massimi pre-Covid, ottimismo su vaccini e piano Biden
ROMA
(ANSA) – ROMA, 08 FEB – Effetto vaccini sui mercati, a partire da quello del petrolio, tornato brillante negli ultimi giorni grazie alla vera e propria iniezione di fiducia arrivata con i progressi della campagna vaccinale. Il nuovo ottimismo degli investitori, rafforzato dal piano di stimolo da 1.900 miliardi di dollari elaborato dalla presidenza Biden negli Stati Uniti, hanno spinto al rialzo i prezzi del greggio, portando il Brent, il petrolio di riferimento europeo quotato sulla piazza di Londra, a valicare la soglia dei 60 dollari al barile. Un livello che non si vedeva dai tempi pre-Covid, oltre un anno fa. Il prezzo è salito a 60,5 dollari, il massimo dal gennaio 2020, trascinando con sé i titoli petroliferi in Borsa. Il Wti, il petrolio americano, ha toccato i 58 dollari al barile, tornando anche in questo caso al livello di oltre un anno fa. A convincere i mercati nelle ultime ore è stata la ripresa del traffico marittimo, in atto soprattutto in Asia e in Cina, fattore chiave della ripresa. Venerdì il numero di petroliere che navigavano verso il Paese è salito ai massimi da sei mesi e l’amministratore delegato di Royal Dutch Shell, Ben van Beurden, ha certificato che le vendite di carburanti sono tornate nell’area ad una “crescita significativa”. Allo stesso tempo, anche la domanda indiana è tornata quasi ai ritmi pre-pandemia, facendo lievitare la richiesta di combustibili. Il picco di oggi è stato raggiunto dopo la crescita praticamente costante registrata nelle ultime settimane, da quando cioè Joe Biden ha annunciato il maxi-piano di spesa per il rilancio dell’economia americana che, secondo la segretaria al Tesoro, Janet Yellen, garantirà – se approvato nella sua interezza – il ritorno l’anno prossimo alla piena occupazione. Nei primi giorni del 2021, il Wti quotava infatti ancora 47 dollari, mentre il Brent ondeggiava tra i 50 e 51 dollari al barile. Da allora, l’andamento è stato progressivamente al rialzo, con effetti anche sul prezzo dei carburanti. Per quanto la relazione tra quotazioni internazionali e listini dei distributori non sia del tutto immediata, il prezzo di benzina e diesel ha comunque risentito delle variazioni, anche perché a crescere sono state in questi giorni anche le quotazioni dei prodotti raffinati nel Mediterraneo. Secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, il prezzo medio nazionale praticato della benzina, in modalità self, è salito a 1,494 euro al litro (da 1,486 euro di venerdì) con i diversi marchi compresi tra 1,490 e 1,515 euro al litro, mentre le no logo si attestano su una media di 1,471 euro. Il prezzo medio praticato del diesel, sempre in self, è invece di 1,367 euro al litro (contro 1,358 euro di venerdì), con le compagnie posizionate tra 1,359 e 1,392 euro al litro. I numeri salgono al servito, con il prezzo medio della benzina a 1,636 euro al litro, e picchi nei distributori oltre 1,7 euro al litro, e il diesel a 1,514 euro al litro, con massimi a 1,58. L’Unione nazionale consumatori segnala che, secondo i dati del ministero dello Sviluppo Economico, gli aumenti vanno avanti dal 16 novembre scorso, con un aggravio su un pieno di 50 litri di oltre 4 euro sia per la benzina che per il gasolio. Il Codacons calcola invece da maggio aumenti del 9%. (ANSA).

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