19 Aprile 2014

>>>ANSA/ Pasqua: pranzo a casa e poco shopping,aiuta calo prezzi

>>>ANSA/ Pasqua: pranzo a casa e poco shopping,aiuta calo prezzi

(ANSA) – ROMA, 19 APR – Una Pasqua nel segno dell’austerity per le famiglie italiane sia a tavola che sul fronte dello shopping nei giorni di festa. Centinaia di negozi in tutta Italia hanno scelto di rimanere aperti, ma solo un italiano su 10 si dice intenzionato a fare acquisti, mentre sullo sfondo si consuma un duro scontro tra la Cgil e la Coop di La Spezia che ha deciso di aprire i battenti a Pasquetta Il tradizionale pranzo pasquale sarà più povero del 3,5% rispetto a quello dell’anno scorso. Ma il taglio alla spesa più consistente sarà sui dolci, a partire dalle tradizionali uova di cioccolato con un ribasso del 9% per arrivare al record negativo delle classiche colombe che accusano un crollo del 12%. Questa la fotografia del Codacons, che ha condotto un’indagine sulla propensione agli acquisti per la Pasqua 2014, mentre da un sondaggio della Coldiretti emerge che la stragrande maggioranza degli italiani ha optato per il pranzo casalingo: il 79% sarà a casa propria o in quella di parenti e amici senza allontanarsi dalla propria città. Il risultato è che quest’anno la spesa complessiva delle famiglie italiane per il menu di Pasqua scenderà sotto il miliardo di euro, stima la Coldiretti che conferma come le rinunce abbiano colpito soprattutto i prodotti simbolo della festa con il 24% degli italiani che non ha acquistato l’uovo o la colomba industriale. Un aiuto al contenimento delle spese è venuto anche dal calo dei prezzi con i listini delle carni ovine e caprine in diminuzione dello 0,3% su base congiunturale, quelli del pesce fresco in calo dell’1,2% e quelli di verdure e frutta in picchiata del 6 e del 3,7% rispetto al 2013. E con la necessità di risparmiare si rischia il flop anche per lo shopping pasquale: solo un italiano su 10 ha intenzione fare acquisti nelle due giornate di festa. Una indicazione che arriva da un sondaggio condotto da Confesercenti-SWG che boccia l’attuale “deregulation” sulle aperture dei negozi perchè “alle famiglie italiane mancano le disponibilità economiche, non le occasioni per spendere”. Ma proprio la ‘Pasquetta di lavoro’ ha fatto scoppiare una guerra tra Cgil e Coop: da una parte il sindacato ‘rosso’, dall’altra il colosso ‘rosso’ della distribuzione di La Spezia che vuol tenere aperto l’ipermercato. La Cgil ha proclamato lo sciopero e ha invitato i lavoratori di tutti gli ipermercati a partecipare al presidio in segno di solidarietà. Pronta la replica di Coop: “Il lavoro festivo assicura anche all’occupazione un contributo determinante: nel 2013 abbiamo retribuito oltre 200 mila ore di lavoro in giornate festive, pagato sino al doppio della paga normale. Si tratta di lavoro aggiuntivo per oltre 100 persone a tempo pieno. Voler ridurre questa opportunità aggiuntiva, in piena recessione, è una azione pericolosa e contraria alla necessità di salvaguardare occupazione e reddito. Abbiamo cercato di trovare per Pasquetta un accordo sindacale, offrendo condizioni migliorative, ma il sindacato ha posto il veto”.

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