5 Dicembre 2019

>>>ANSA/ Natale:Confcommercio,-30,7% spesa per regali in 10 anni

Sangalli, si spenderanno 170 euro a testa. Pesa clima sfiducia
ROMA
(ANSA) – ROMA, 5 DIC – Nel giro di dieci anni per i regali di Natale si spende oltre il 30% in meno. La crisi pesa ancora sui consumi della famiglie italiane che continuano a scontare perdita di reddito e ricchezza. E il crescente senso di sfiducia sulle condizioni economiche alimenta la propensione al “risparmio cautelativo” frenando gli acquisti. Rispetto al 2009, la spesa per i doni natalizi è scesa da 244 a 170 euro. A fare i calcoli è Confcommercio nell’analisi economica elaborata dall’Ufficio Studi. Rispetto al 2009, la spesa media pro capite per i regali di Natale ha subito una flessione del 30,7% mentre la spesa complessiva per consumi a dicembre vale 110-120 miliardi di euro, inclusi gli affitti, le utenze e i servizi. Ovviamente bisogna tener conto anche dell’impatto del Black Friday che anticipa al mese di novembre buona parte degli acquisti natalizi. Così se da una parte i consumi mostrano una certa tenuta confermando una fase di stagnazione economica e non di recessione, dall’altra è marcato il senso di sfiducia delle famiglie che mostrano una maggiore propensione al risparmio cautelativo utilizzando per i regali solo parte delle tredicesime. Rispetto al 2008, per i consumi si attinge alle tredicesime l’1% in meno passando dai 1.291 euro a famiglia del 2008 ai 1.278 euro del 2019. In parallelo, si registra un incremento della quota di contante a disposizione delle famiglie: circa 3.800 euro in più nel 2019 rispetto al 2007. “Le famiglie italiane scontano ancora l’effetto della crisi con perdita di reddito e ricchezza e una nota marcata di sfiducia – ha spiegato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – ciò nonostante, grazie al mancato aumento dell’Iva e a un leggero aumento delle tredicesime, le famiglie mostrano una inaspettata vitalità nei consumi a dicembre facendo registrare per la spesa in regali di Natale un pareggio rispetto all’anno scorso con circa 170 euro a testa”. Per Sangalli è “evidente la necessità di sostenere la domanda interna che da sola è pari all’80% del Pil e per farlo l’unica via è ridurre le tasse”. Dall’analisi emerge che rispetto ai tempi pre-crisi, ossia dal 2007 ad oggi, la quota di reddito disponibile per abitante si è ridotta del 7,9% con una perdita in valore assoluto pari a 1.659 euro e la ricchezza ha subito un taglio del 9,1% pari a 13.093 euro in meno. Da qui l’orientamento più parsimonioso che fa balzare la percentuale di chi prevede un Natale “molto dimesso” dal 33,7 del 2009 al 68,7% di quest’anno e calare la percentuale di quanti faranno regali dal 91 all’86,9%. Un trend che preoccupa anche il Codacons secondo cui “il clima di sfiducia delle famiglie rischia di avere ripercussioni negative sui consumi legati al Natale” riducendo il giro d’affari generato dalle festività. “C’è un diffuso clima di incertezza e sfiducia sia sulla propria condizione economica che su quella del Paese – spiega il presidente Carlo Rienzi – le tensioni nel Governo e le incertezze su misure e nuove tasse contenute nella Manovra rischiano di avere effetti diretti sulla propensione alla spesa con le famiglie che in questo momento sembrano più orientate al risparmio”. (ANSA).

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