16 Marzo 2013

ANSA/ MPS: GIP NON LO INTERROGA, SCARCERATO BALDASSARRI

ANSA/ MPS: GIP NON LO INTERROGA, SCARCERATO BALDASSARRI 

 

(dell’inviato Domenico Mugnaini) (ANSA) – SIENA, 16 MAR – L’ex capo area Finanza di Mps Gianluca Baldassarri è stato scarcerato per scadenza dei termini dell’interrogatorio davanti al gip. “Per ora è un uomo libero”, ha detto il suo legale Filippo Dinacci uscendo in serata dal palazzo di giustizia di Siena al termine di un lungo interrogatorio da parte dello stesso giudice delle indagini preliminari, Ugo Bellini, presenti i pm inquirenti. Questi – Giuseppe Grosso, Aldo Natalini e Antonino Nastasi – hanno hanno presentato una nuova richiesta di custodia cautelare in carcere per Baldassarri. Ma il giudice si è riservato la decisione. L’ex manager è uscito alle 14 dal carcere fiorentino di Sollicciano ma, con un borsone in mano, insieme al suo difensore Dinacci, si è subito presentato al palazzo di giustizia della città del Palio, per essere nuovamente sentito dal giudice, dopo che anche i pm avevano deciso di interrogarlo. Baldassarri, che è l’unico indagato dell’inchiesta su Mps arrestato in questi mesi, fu fermato a Milano il 14 febbraio scorso perché, secondo gli inquirenti, stava cercando di fuggire all’estero. L’8 marzo fu proprio il gip Bellini a confermare la decisione del suo collega di Milano che il 16 febbraio aveva detto sì alla richiesta di custodia in carcere. Quello stesso giorno Baldassarri venne trasferito da S. Vittore al carcere fiorentino di Sollicciano. Come e perché siano stati fatti scadere i termini dell’interrogatorio, poi, non è chiaro. Forse il giudice aveva considerato sufficiente l’interrogatorio del suo collega milanese, essendo quella dell’8 marzo un’ordinanza di conferma dell’arresto. Di sicuro c’é che due giorni fa l’avvocato Dinacci ha presentato la richiesta di scarcerazione proprio per scadenza dei termini dell’interrogatorio. Una decisione, questa, che non è piaciuta ai magistrati inquirenti, per i quali Baldassarri oltre ad essere stato protagonista dell’operazione Alexandria, conclusa da Mps con Banca Nomura, sarebbe stato anche a capo della cosiddetta ‘banda del cinque per cento’. Insieme ad alcuni degli uomini a lui più vicini nell’area finanza del Monte, e ad alcuni broker di una società milanese, Baldassarri si sarebbe fatto pagare la percentuale del 5% per realizzare certe operazioni con Mps. I finanzieri del nucleo di polizia valutaria, in due diverse occasioni, gli hanno sequestrato quasi 24 milioni di euro. Quando venne interrogato dal gip lombardo, secondo quanto disse il suo difensore, Baldassarri si era difeso dicendo che all’interno di Rocca Salimbeni “tutti sapevano di Alexandria” e che “tutti i contratti sui derivati erano stati regolarmente depositati”. Circostanze che sarebbero state smentite da molti dei tanti testimoni sentiti in questi mesi. “Ha risposto a tutte le domande”, ha detto stasera l’avvocato Dinacci, mentre con Baldassarri usciva dal tribunale. “Non voleva scappare prima né vuole scappare adesso – ha proseguito – altrimenti non si sarebbe presentato qui oggi, subito dopo aver lasciato il carcere di Sollicciano”. Sempre oggi, prima di lui, era stato sentito dai pm l’ex vicedirettore generale Marco Morelli, indagato per concorso in ostacolo alla vigilanza. Arrivato in procura con i suoi legali Riccardo Olivo e Nicola Apa, Morelli è stato ascoltato per oltre due ore. L’interrogatorio è stato secretato e all’uscita né lui né i suoi difensori hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Infine, il Codacons ha annunciato in una nota che invierà un nuovo esposto alle procure di Roma e Siena sulla vicenda dei Monti-bond concessi dal governo a Mps. (ANSA).

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