18 Gennaio 2018

>>>ANSA/ Di Maio difende le primarie, no tilt ma regole ferree

 

(di Francesca Chiri) (ANSA) – ROMA, 18 GEN – Luigi Di Maio difende le parlamentarie, le affollatissime primarie del M5s, partecipato, assicura il leader del Movimento, da oltre 10 mila persone. Tanti sono stati infatti gli aspiranti parlamentari che si sono autocandidati alla selezione dei 5 Stelle ma senza, assicura il candidato premier che il sistema di voto sia andato in tilt: “Non è vero! Tant’è che si sono concluse ieri sera. Ma abbiamo fatto una selezione ferrea. C’erano persone che non avevano i requisiti e li abbiamo scartati perché noi non siamo una navicella per andare in Parlamento”. In rete traspare comunque la delusione di molti attivisti e stasera Beppe Grillo e Davide Casaleggio hanno riunito a Roma con Di Maio lo stato maggiore del Movimento in vista dell’annuncio delle candidature all’evento di Pescara. “Ho provato ripetutamente per due giorni senza riuscire a esprimere il mio diritto di voto” si lamenta sul blog un iscritto che vuole esprimere il suo “più totale disappunto” per il mancato allungamento dei tempi. Anche chi è riuscito racconta di una sessione “massacrante, un pomeriggio intero. Capisco la forte delusione di chi non è riuscito”. Intoppi li ha riscontrati anche l’ ex dipendente della Casaleggio ed esperto informatico David Puente che annuncia di aver “con molta fatica” votato e chiede ai responsabili del sito: “C’era un controllo?”. Ma le lamentele non riguardano solo il funzionamento di Rousseau: molti tra gli aspiranti parlamentari che sono rimasti fuori, come il presidente del Codacons Carlo Rienzi, si sfogano sulle bacheche dei parlamentari uscenti. Altri sul blog prendono le distanze da tutta l’operazione: “Ho fatto richiesta di disiscrizione dal movimento ch’è diventato una proprietà privata, che ha introdotto dentro le liste gente arrivista di ogni classe. I risultati li vedrete dopo le elezioni” avverte un attivista. Di Maio però chiarisce: “noi il meccanismo di voto lo abbiamo migliorato, abbiamo cambiato lo statuto che ora ci permette di non candidare urlatori seriali su internet. Abbiamo cambiato le regole per tutelare i cittadini”. A irritare gli esclusi che ora si svelano con i media è stata soprattutto la mancanza di spiegazioni da parte dello staff: “Nessuna motivazione. Non capisco” si lamenta ad esempio la padovana Maria Elena Martinez, medico che ha fatto il pienone di voti sia alle comunali del 2014 che alle regionali del 2015. O la consigliera comunale M5s di Ancona, Maria Ausilia Gambacorta, anche lei delusa per quella che definisce una incomprensibile esclusione. Chi è passato, invece, ha ora da affrontare la tre giorni di “formazione” sul programma elettorale a Pescara prima di sapere se verrà effettivamente messo in lista a fine gennaio, visto che l’ultima parola spetta comunque a Di Maio che in campagna elettorale ora punta sempre più l’indice contro Carlo De Benedetti. Intanto, domani, in qualità di Capo Politico del Movimento si presenterà assieme a Davide Casaleggio e Beppe Grillo al Viminale per depositare simbolo e programma elettorale. Poi partenza in direzione Pescara dove il programma del Villaggio Rousseau prevede la partecipazione di alcuni esterni, come il sociologo, allievo di McLuhan, Derrick de Kerchove, che parlerà di “Datocrazia”, e dei professori Massimo Di Felice e Mario Pireddu.(ANSA).

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