13 Settembre 2012

>>>ANSA/ INFLAZIONE:ISTAT,AD AGOSTO RISALE A 3,2%;SPESA PIU’CARA

>>>ANSA/ INFLAZIONE:ISTAT,AD AGOSTO RISALE A 3,2%;SPESA PIU’CARA

(ANSA) – ROMA, 13 SET – L’inflazione rialza la testa, dopo il passo indietro di luglio il livello dei prezzi sale al 3,2% dal 3,1%, spinto dai rincari dei carburanti. L’ultima fotografia dell’Istat conferma così le stime provvisorie sul tasso complessivo, anche se qualcosa viene rivista al ribasso: il cosiddetto carrello della spesa, ovvero il gruppo di prodotti acquistati con maggiore frequenza, risulta in aumento del 4,2% (era al 4,3% secondo i dati provvisori). Ma poco cambia, infatti la lista della spesa quotidiana si mantiene ampiamente superiore all’inflazione e in accelerazione rispetto a luglio. A pesare è soprattutto il pieno sia di benzina sia di diesel, visto che la verde è in rialzo del 15,1% in un anno e il gasolio del 17,5%. Basti pensare che, secondo i calcoli dell’ufficio studi di Confcommercio, il caro-carburanti sottrae oltre 6 miliardi di euro ai consumi annui. In altre parole prosciuga i portafogli delle famiglie, non in grado di spendere quasi più nulla dopo un pieno. D’altra parte tra il 2010 e il 2012 la quotazione è aumentata di quasi 50 centesimi al litro, soprattutto a causa delle tasse. I carburanti fanno anche salire i prezzi dei trasporti (+6,2%), il capitolo che segna il rincaro maggiore dopo la voce abitazione (+7,1%), in cui rientrano affitto, manutenzione, acqua, luce, gas. Insomma a correre di più sono proprio i prezzi delle spese fisse, a cui non si può rinunciare, tanto che per Confcommercio le uscite obbligate rappresentano ormai il 40% dei consumi totali. Inoltre ad agosto si è fatto sentire anche il caro-vacanza, con rialzi mensili a doppia cifra sia per i voli (+20,1%) che per i traghetti (+23,3%). Se i prezzi si mantengono al di sopra dell’asticella del 3%, allo stesso tempo i salari languono: le retribuzioni lorde nel secondo trimestre, rileva l’Istat, sono cresciute su base annua solo dello 0,8%, il valore più basso dall’inizio del 2009. Inflazione sostenuta a fronte di stipendi deboli rappresenta una combinazione giudicata deleteria dalle associazioni dei consumatori. Anche perché il divario sale se si considera la dinamica del carrello della spesa: “L’aumento dei prezzi acquistati con maggiore frequenza colpisce in primo luogo chi oggi già fatica ad arrivare alle fine del mese ma non può certo smettere di mangiare”, commenta il Codacons, secondo cui “solo per fare la spesa una famiglia di quattro persone spenderà di 613 euro all’anno”. Ancora più radicale la posizione di Federconsumatori e Adusbef, che calcolano al 5,5% l’inflazione ‘reale’, per una ricaduta di 1.628 euro annui a famiglia. Ad agosto l’Istat registra anche qualche ribasso, con gli alimentari che su base mensile diventano leggermente più economici (-0,1%): un dato che Coldiretti spiega con le promozioni, sempre più in voga in tempi di crisi. Ciò nonostante l’accelerazione dei prezzi dei carburanti abbia un pesante effetto sul cibo, visto che il prodotto finale include il costo del trasporto, come fanno notare Cia e Coldiretti. (ANSA).

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this