13 Novembre 2012

ANSA/ INFLAZIONE:CONFERMA FRENATA,MA CARRELLO SPESA SI SVUOTA

ANSA/ INFLAZIONE:CONFERMA FRENATA,MA CARRELLO SPESA SI SVUOTA

(ANSA) – ROMA, 13 NOV – Dopo una lunga corsa l’inflazione a ottobre torna ai livelli di circa un anno e mezzo fa, con un balzo all’indietro che fa precipitare il tasso al 2,6% dal 3,2% di settembre. E perfino il carrello della spesa registra una frenata, seppure restando ben al di sopra della media. Ma le conferme arrivate dall’Istat sul raffreddamento dei prezzi non convincono i consumatori, che continuano a parlare di stangate per le famiglie. Sulla stessa linea le associazioni degli agricoltori, che denunciano come le buste della spesa siano sempre più leggere, con forti cali anche per gli alimentari. Tornando alle indicazioni fornite dal termometro dell’Istat, il rallentamento di ottobre è soprattutto dovuto a due fattori: le flessioni segnate dai carburanti su base mensile (benzina -2,4%, diesel -1,5%) e il favorevole confronto con il periodo dello scorso anno in cui scattò l’aumento dell’Iva (passati dodici mesi l’effetto del rialzo nelle statistiche annuali è praticamente esaurito). Ecco che la pressione sui prezzi si è alleggerita, sfiammando anche il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, sceso al 4% dal 4,7%. Ma nonostante la frenata generale non mancano le voci in rialzo, dalla verdura fresca (+8,3% su base annua) al cioccolato (+4,2%). Non solo: a ottobre, con scuole e corsi a regime, è tutto il capitolo istruzione a salire (al 3,1% dal 2%), con un picco per l’università (+3,8%). Le cifre non tranquillizzano i consumatori: il Codacons calcola i danni apportati dall’aumento dell’Iva in una stangata pari a 290 euro annui per una famiglia di tre persone (385 euro per una di quattro); Federconsumatori e Adusbef parlano di frenata “inesistente”, con un aumento dei prodotti per la tavola di 224 euro annui. All’attacco vanno anche le associazioni degli agricoltori. Coldiretti sottolinea come l’inflazione rallenti ma il carrello della spesa si svuoti con un calo degli acquisti dei prodotti alimentari stimato in quantità pari al 3%. La Confederazione italiana agricoltori lamenta una contrazione del 5% per i ristoranti e dell’11% per le pasticcerie. Confagritcoltura evidenzia come i tagli su cibo e bevande avvengano nonostante gli alimentari si siano mantenuti “in linea con l’andamento dei prezzi generali”. A riguardo Confcommercio, commentando un’inflazione ferma su settembre e in brusca frenata su base annua, sottolinea come “il comportamento virtuoso del sistema distributivo abbia evitato di deprimere ancora di più una domanda per consumi che sta facendo registrare il peggior dato dal dopoguerra ad oggi”. (ANSA).

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