>>>ANSA/ Inflazione risale a 0,6%, ma non per carrello spesa
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fonte:
- Ansa
Istat, su aprile effetto Pasqua. Venezia esce da deflazione
(ANSA) – ROMA, 13 MAG – L’inflazione segna una ripresina, portandosi ad aprile allo 0,6% dallo 0,4% di marzo. Il tasso resta comunque basso, con il passaggio dall’autunno alla primavera si è praticamente dimezzato. Invece subiscono una frenata i prezzi dei beni che solitamente vanno a finire nel carrello della spesa: arretrano allo 0,5%, scendendo così addirittura sotto il livello generale, come non accadeva da un anno e mezzo. A dare i dati definitivi sull’inflazione nel mese scorso è l’Istat, che fa notare come, se gli alimentari sono risultati sotto tono, non si può dire lo stesso per i trasporti, su cui pesa l’effetto Pasqua. In particolare, il clima vacanziero si è riflesso sui biglietti aerei (+20,7% in un solo mese). Il piccolo passo avanti dell’inflazione trova riscontri dal Nord al Sud, con Venezia che esce dalla deflazione in cui era caduta a gennaio. Nella città lagunare i prezzi hanno ripreso a crescere, salendo dello 0,5% su base annua. Ora tra i grandi comuni rimane in queste condizioni solo Livorno, mentre Milano fa segnare una crescita tendenziale ferma a ‘zero’. Guardando a cosa è accaduto nei diversi settori, colpisce come ad aprile il comparto alimentare (+0,4%) abbia segnato un tasso inferiore a quello dell’inflazione generale, trascinato in basso da frutta e verdura fresca. Ma è solo la voce ‘comunicazioni’ a registrare un calo, per altro molto pesante (-8,8%). Basti pensare che per i cellulari l’Istat rileva un crollo del 19,1% su base annua. In realtà è tutto il versante tecnologico a mostrarsi sempre più economico. Non a caso la stessa dinamica si riscontra per portatili e tablet (-12,9%). Puntando la lente sulle bollette, c’è una spaccatura tra, da una parte, gas e luce, in rallentamento dopo i tagli decisi dall’Autorità per l’energia; e, dall’altra, la raccolta di acque reflue (+6,7%) e di rifiuti (+17,9%). Tornando al dato generale, Confesercenti commenta positivamente l’accelerazione dell’inflazione, interpretandola ”come un primo timido segnale positivo sul fronte della ripresa dei consumi”. Invece per Confcommercio la risalita è ”modesta” e riflette ”principalmente fattori di natura stagionale”. Intanto le organizzazioni dei consumatori fanno i calcoli sulla ricaduta per le tasche degli italiani: con un tasso allo 0,6% tendenziale e allo 0,2% congiunturale per Federconsumatori e Adusbef la stangata sarebbe di ”216 euro annui per una famiglia di tre persone”. E il Codacons stima un aggravio di poco più leggero, pari a ”201 euro”.(ANSA).
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