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30 Novembre 2012

ANSA/ INFLAZIONE FRENA A 2,5%,RESTA’SPREAD’CON CARRELLO SPESA

ANSA/ INFLAZIONE FRENA A 2,5%,RESTA’SPREAD’CON CARRELLO SPESA 

(di Marianna Berti) (ANSA) – ROMA, 30 NOV – L’inflazione fa un altro passo indietro, dopo il crollo di ottobre, a novembre scende al 2,5% dal 2,6%, tornando ai livelli di marzo 2011, ovvero di più di un anno e mezzo fa. E su base mensile i prezzi addirittura calano, registrando un ribasso dello 0,2%. Le stime dell’Istat confermano così la frenata del carovita, con un autunno freddo sul fronte prezzi. Il rallentamento vale anche per il cosiddetto carrello della spesa, che a novembre diventa più economico anche se resta ben al di sopra dell’inflazione, fermandosi solo a quota 3,5%. Intanto i prezzi frenano anche in Europa, con l’inflazione dell’eurozona che cala al 2,2%. La retromarcia dei listini, spiega l’Istituto di statistica, é merito sopratutto dei carburanti, con benzina e diesel che scendono come non accadeva da tempo. A novembre la verde segna un ribasso del 4,2%, mentre il diesel cede l’1,8%. Anche i rialzi annui si attenuano, pur mantenendo la doppia cifra. I consumatori e le associazioni commentano con soddisfazione il nuovo ribasso dell’inflazione, ma resta comunque molta cautela. Federconsumatori e Adusbef pur ammettendo che inizia a intravedersi una coerenza tra l’andamento dei prezzi e quello dei consumi, calcolano come un tasso al 2,5% provochi “ricadute” di 746 euro annui a famiglia, “pari a oltre 48 giorni di spesa alimentare di una famiglia media”. Per le due organizzazioni il fronte più caldo rimane ‘la tavola’, con cibo e bevande in aumento dello 0,4% su base mese e dello 2,3% sull’anno. Tanto che secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori i consumi alimentari si ridurranno anche sotto Natale. Prudente anche il Codacons, che parla della “prima vera” flessione, ma avverte come tutto dipenda dall’andamento del petrolio. Per Confcommercio il ribasso è la prova degli “sforzi che le imprese stanno attuando proprio per cercare di stimolare una domanda gravemente declinante ma che rischiano di essere seriamente compromessi da operazioni come l’aumento dell’Iva o di alcune tariffe”. Sulla stessa linea Coldiretti: “L’inflazione frena perché il carrello della spesa si svuota per il calo degli acquisti che contagia anche il Natale con previsioni di uno shopping delle feste tra regali, cibo e divertimento in calo del 3,7%”. Ecco che la Confederazione italiana agricoltori lamenta come comunque il carrello della spesa sia ancora troppo caro per le tasche degli italiani. Mentre secondo Confesercenti ora il problema non è tanto l’inflazione ma il “rallentamento dei consumi”, su cui bisogna puntare tutta l’attenzione. (ANSA).

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