12 Aprile 2013

ANSA/ INFLAZIONE: DIMEZZATA IN SEI MESI, TORNA A LIVELLI 2010

ANSA/ INFLAZIONE: DIMEZZATA IN SEI MESI, TORNA A LIVELLI 2010

(ANSA) – ROMA, 12 APR – L’inflazione a marzo frena ancora, fermandosi all’1,6%, dimezzata rispetto a soli sei mesi prima. Nel passaggio dall’autunno alla primavera il carovita ha progressivamente rallentato la sua corsa. Solo a febbraio l’indice era in crescita dell’1,9%. E così, nel giro di mezzo anno, il tasso è tornato ai livelli di settembre 2010. A misurare la temperatura dei listini è l’Istat, che nei dati definitivi su marzo rivede a ribasso le stime provvisorie di due settimane fa. Un ulteriore prova della discesa in atto. Un raffreddamento dei prezzi, spiega l’Istituto di statistica, che è frutto della calma piatta scesa sul fronte carburanti, con le quotazioni di benzina (+1,1%) e gasolio (-0,5%) ai minimi dalla fine del 2009. Ancora più forte è stata la decelerazione del cosiddetto carrello della spesa, ovvero l’insieme dei beni a più alta frequenza d’acquisto. La lista della spesa quotidiana si mantiene sì ancora più alta rispetto al tasso d’inflazione complessivo, al 2,0% contro l’1,6%, ma lo ‘spread’ tra carovita e carrello risulta molto più basso a confronto con i mesi passati. D’altra parte solo a settembre la spesa era al 4,7%, più che doppia a paragone con marzo. Se da una parte la discesa dei prezzi rappresenta un sollievo per le tasche degli italiani dall’altra è un altro sintomo della crisi economica. Alla base della frenata c’é infatti anche la contrazione dei consumi. I listini si fermano nel tentativo di risvegliare una domanda interna addormentata, anche se il risultato non è scontato e occorre sempre prestare attenzione al rischio deflazione. Confcommercio aggiunge però ancora un’altra motivazione. “Oltre al ruolo svolto dall’evidente vuoto di domanda che comprime prezzi e margini, il raffreddamento dell’inflazione – argomenta – è merito delle filiere produttive e commerciali che, operando in un sistema concorrenziale, mitigano gli impulsi inflazionistici provenienti dall’esterno”. Insomma per l’organizzazione dei commercianti “l’inflazione italiana non sta nel mercato”. Le associazioni degli agricoltori sono invece in allarme, riconducendo il rallentamento dell’inflazione esclusivamente al crollo dei consumi. Per Coldiretti “il carrello della spesa è meno caro perché si svuota dei prodotti base”, dalla frutta alla carne. Sulla stessa linea la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che lamenta come le famiglie per affrontare le spese obbligate siano costrette a tagliare sulla tavola. “E’ chiaro quindi – sottolinea la Cia – che in questa situazione il previsto nuovo aumento dell’Iva a luglio rischia di dare un colpo mortale al Paese”. Il dimezzamento della crescita dei prezzi non soddisfa anche i consumatori. Secondo il Codacons “resta il fatto che avere un’inflazione all’1,6% significa, comunque, dover sborsare in più, su base annua, 559 euro per una famiglia di tre persone”.(ANSA).
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this