>>>ANSA/ INFLAZIONE: BRUSCA FRENATA LUGLIO,CON BENZINA GIU’ A 3%
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 31 LUG – L’inflazione a luglio segna una brusca frenata, passando al 3% dal 3,3% di giugno, un passo indietro così lungo non si vedeva da circa tre anni. Anche su base mensile la sfiammata si fa sentire, con i prezzi rimasti fermi. L’inversione di rotta registrata dall’Istat è dovuta soprattutto al rallentamento dei listini dei carburanti e al raffreddamento registrato per i prodotti alimentari, come frutta e verdura. Si alleggerisce così anche il carrello della spesa, ovvero dei beni acquistati con maggiore frequenza, che segna un rincaro del 4%, superiore all’inflazione ma in discesa rispetto a giugno. Come fanno notare le associazioni a tutela del consumatore la frenata deriva anche da un assorbimento del rialzo dell’Iva, visto che ormai è quasi passato un anno, l’aumento è stato inglobato e i confronti piano piano non colgono più la variazione. Ma dietro al cambio di marcia non c’é solo un ‘effetto ottico’: un ruolo è stato giocato pure dalla politica degli sconti sui carburanti, con quotazioni più basse per i pieni fatti durante il weekend. Guardando nel dettaglio le stime dell’Istituto di statistica a luglio la verde è arretrata dello 0,8% su base mensile e il gasolio dell’1,2%. Anche in termini tendenziali c’é un forte rallentamento, tuttavia i rialzi sia per la benzina (+12,6%) che per il gasolio (+14,2%) restano a doppia cifra. Ecco che il capitolo trasporti resta piuttosto caldo (+5,1%), anche se risulta superato dalla voce abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,9%). Colpisce, invece, il ribasso congiunturale degli alimentari (-0,9%), con i prodotti freschi di stagione diventati decisamente più economici rispetto a giugno. Con l’estate, però, è inevitabile il caro vacanza, con forti aumenti mensili di voli e traghetti, anche se rispetto allo stesso periodo del 2011 il livello si mantiene più basso. Il riallineamento dell’inflazione al tasso del settembre scorso non conforta Codacons, Federconsumatori e Adusbef, secondo queste organizzazioni il rialzo dell’Iva continuerà a produrre comunque effetti “nefasti” e resta necessario intervenire per fermare le “speculazioni”. Anche la Coldiretti frena gli entusiasmi spiegando che il calo registrato dal carrello della spesa è dovuto a una riduzione dei consumi per la tavola. E la Cia fa notare come la lista degli acquisti quotidiani resti sempre troppo alta per le tasche degli italiani, mentre la Confagricoltura spiega che a pagare il rallentamento dei prezzi sono proprio le imprese del settore. A fare la sintesi di tutte le variazioni è la Confcommercio, per l’associazione “la dinamica mostra una condizione di stabilità dove, al di là di normali spunti congiunturali, moderate tendenze inflazionistiche sul versante dei prodotti energetici regolamentati (gas ed energia elettrica) bilanciano impulsi deflazionistici sul versante dei beni alimentari”. Intanto nell’Eurozona i prezzi restano stabili al 2,4%, lo stesso livello di giugno. (ANSA).
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