18 Maggio 2012

>>>ANSA/ INDUSTRIA:FATTURATO IN CALO, PESA DOMANDA INTERNA

>>>ANSA/ INDUSTRIA:FATTURATO IN CALO, PESA DOMANDA INTERNA
ISTAT, A MARZO SU BASE ANNUA MALE ANCHE ORDINI,PEGGIO DA 2009

ROMA
(ANSA) – ROMA, 18 MAG – L’industria italiana risulta in affanno anche a marzo, il fatturato resta fermo su febbraio e cala del 3,1% rispetto allo scorso anno. A pesare sul giro d’affari è il mercato nazionale, con una domanda interna che si fa sempre più asfittica, trascinando in basso ricavi che altrimenti risulterebbero positivi. Mentre fa ben sperare il rialzo congiunturale delle commesse (+3,5%), anche se su base annua il ribasso del 14,3% è il peggiore dall’agosto del 2009. Nel confronto con marzo del 2011, infatti, gli ordinativi non sembrano neppure aiutati dal mercato estero (-11%). Le negative performance di marzo non sono una novità. Infatti sia i ricavi che gli ordini chiudono male il primo trimestre: i primi con un ribasso congiunturale dell’1,4% e i secondi del 5,1%. Analizzando più da vicino il fatturato, a marzo l’ancora di salvezza arriva ancora dai mercati fuori confine, mentre la domanda interna affossa i guadagni, scendendo addirittura del 6,8% a confronto con dodici mesi prima. Tra i principali raggruppamenti d’industrie a salvarsi, sia su base congiunturale che tendenziale, è solo l’energia. Passando in rassegna i vari settori d’attività economica, risultano in forte calo la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-11,6%) e la metallurgia (-10,8%). Quanto alle commesse, l’aumento congiunturale spinto dall’estero rappresenta un dato positivo, anche perché anticipatore del prossimo andamento del fatturato. Ma il risultato annuo segna la discesa più forte da quasi tre anni, riportando indietro alla precedente recessione. Guardando ai singoli comparti, tra gli altri, vanno male la fabbricazione di macchinari e attrezzature, con un ribasso del 15,2%, e il tessile, in calo del 11,5%. Discorso a parte meritano gli autoveicoli che registrano un vero e proprio crollo, scendendo del 14,6% in termini di fatturato e del 16% relativamente agli ordinativi. I nuovi dati sull’industria italiana suscitano l’allarme del Codacons, che sottolinea come abbia pesato negativamente l’andamento registrato sul mercato interno, “a dimostrazione del fatto che fino a che il Governo non rilancerà la capacità di spesa delle famiglie italiane, ora sul lastrico, sarà impossibile per le imprese ricominciare a produrre, salvo che non esportino la loro intera produzione”. Timori arrivano anche dal fronte sindacale, per la Cisl, infatti, i dati dell’Istat confermano “il clima pesante di recessione”. (ANSA).

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