21 Gennaio 2014

>>>ANSA/ Frenata prezzi 2013 riduce gap famiglie povere e ricche

>>>ANSA/ Frenata prezzi 2013 riduce gap famiglie povere e ricche

(ANSA) – ROMA, 21 GEN – L’inflazione nel 2013 è scesa per tutti, ma il carovita ha allentato la presa soprattutto sulle famiglie con la spesa più bassa, in altre parole quelle più ‘povere’, che finora invece avevano pagato, nel vero senso della parola, il prezzo maggiore. Gli ultimi tre mesi dell’anno hanno, infatti, visto il termometro dell’Istat scendere allo 0,4% per i nuclei meno facoltosi, contro lo 0,8% dei più ‘ricchi’. Ecco che nella media il 2013 ha fatto registrare un tasso pressoché uguale tra le diverse classi di spesa: dall’1,3% dei meno abbienti all’1,2% dei più agiati. Lo scarto si è quindi ridotto a un decimo di punto, ma il quasi azzeramento dello ‘spread’ resta limitato all’anno appena chiuso. Se si allarga lo sguardo agli ultimi otto anni il discorso cambia, con il divario a svantaggio di chi ha budget inferiori che addirittura si allarga. Per la fasce più deboli sul fronte spesa l’aumento accumulato è pari al 21,8%, contro il 17,7% rilevato per le famiglie con gli esborsi maggiori. Insomma il 2013 è stato un anno in controtendenza, specialmente a confronto con il 2012. Ma non è bastato a evitare l’effetto somma: così anno dopo anno chi limita gli esborsi all’essenziale ha visto i prezzi correre a una velocità sempre maggiore di quella subita da chi può permettersi acquisti di più ampia portata. La forbice è passata da 3,9 punti percentuali del 2012 a 4,1, più che raddoppiando rispetto al 2010. Per riequilibrare le posizioni il cambiamento di rotta dovrebbe proseguire e tutto dipende da come si comporteranno i prezzi delle voci che sono state le principali responsabili del raffreddamento avvenuto l’anno scorso. A riguardo per l’Istat ”le cause di tale andamento sono rintracciabili soprattutto nella flessione dei prezzi dei beni energetici, la cui incidenza sulla spesa complessiva per le famiglie con minore capacità di spesa è più che doppia” rispetto alle più ricche. D’altra parte in molti casi gli esborsi ‘energetici’ rappresentano uscite obbligate, dalle bollette al pieno di benzina. Secondo i consumatori però la situazione per le famiglie con meno disponibilità è ancora peggiore: il Codacons parla di ”dati falsati per poveri e pensionati al minimo”. Nomisma riconosce “la correzione” ma la definisce ”del tutto insufficiente ad annullare la dinamica perversa (inflazione più elevata per i più poveri)”.(ANSA).

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