13 Dicembre 2013

ANSA/ Fonsai: riprende processo, difesa chiede spostamento

ANSA/ Fonsai: riprende processo, difesa chiede spostamento

(ANSA) – TORINO, 13 DIC – Trasferire il processo Fonsai da Torino a Milano o magari a Firenze. Ecco la richiesta principale avanzata dalle difese di Salvatore Ligresti e degli altri imputati (tre ex manager della compagnia) all’udienza di oggi. Il tribunale deciderà il 30 gennaio. La questione è legata a uno dei reati contestati, l’aggiotaggio informativo (l’altro è false comunicazioni sociali in relazione al bilancio 2010). La giurisprudenza, scandita finora soprattutto dai processi Parmalat e Antonveneta e da un’ordinanza del tribunale del riesame di Torino impugnata in Cassazione dall’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale di Ligresti, non è ancora consolidata del tutto. Secondo il professor Gilberto Lozzi, il primo a prendere la parola, la competenza spetta al tribunale di Milano, dove ha sede la Borsa, e (in subordine) a quello di Firenze, perché nel capoluogo toscano c’era lo snodo del Nis, il sistema informatico di trasmissione dei comunicati diffusi da Fonsai. Ma il server della compagnia era a Torino, hanno replicato le parti civili; c’è anche chi si è spinto più in là e ha spiegato che attribuire d’ufficio la competenza a Milano per tutti i casi di aggiotaggio significherebbe creare di fatto una superprocura senza passare per il Parlamento. La decisione del collegio presieduto da Alberto Gianetti peserà anche sul processo parallelo, la cui udienza preliminare è fissata il 27 gennaio, dove Fonsai è imputata nella veste di persona giuridica. Il nuovo management della compagnia si è costituito parte civile ma il professor Lozzi ne ha chiesto l’estromissione: la compagnia, in pratica, finisce per combattere contro se stessa. Le aspiranti parti civili sono all’incirca 1.200. Per la maggior parte si tratta di piccoli azionisti ma ci sono anche Unicredit e Mediobanca (le difese si sono opposte per questioni di forma) con la Consob. Il “no” dei difensori arriva anche per le associazioni dei consumatori. E il Codacons ne ha per Jonella Ligresti, la figlia di Salvatore, che vuole uscire dal processo patteggiando 3 anni e 4 mesi: la procura ha dato il via libera e il 19 dicembre ci sarà l’udienza di ratifica. “A mio parere – osserva Tiziana Sorriento, legale del Codacons – bisognava interpellare le persone offese. Almeno quelle già presenti da tempo nel procedimento, come i querelanti. Prima o poi si capirà che le persone offese non possono essere prese per dei soggetti che danno fastidio al processo. Questi processi, anzi, servono per dare soddisfazione alle parti lese. Un principio che in ambito internazionale è stato recepito da un pezzo”.(ANSA).

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