ANSA/ Fonsai: processo bis, 1.500 richieste di parte civile
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(di Davide Petrizzelli) (ANSA) – TORINO, 27 GEN – Oltre 1.500 piccoli risparmiatori, ma la Consob e la Nuova Fonsai, la nuova gestione della società Fondiaria-Sai nata dall’acquisizione da parte di Unipol, hanno chiesto di costituirsi parte civile nel processo ‘Fonsai bis’, apertosi oggi a Torino. In caso di rinvio a giudizio, il processo potrebbe vedere tra gli imputati Paolo Ligresti e altre otto persone. L’udienza preliminare si è svolta oggi davanti al gup Paola Boemio. Sarà lei a valutare questa e le altre richieste che eventualmente perverranno entro il prossimo 21 febbraio, termine ultimo fissato per le presentazioni. Quasi tutti i 1.500 risparmiatori intervenuti all’udienza preliminare sono assistiti da associazioni di consumatori. Il Sindacato italiano per la tutela dell’investimento e del risparmio ne rappresenta circa 800, il Movimento Consumatori 520. Ma sono coinvolti anche Codacons, Adusbef, Confconsumatori, Adoc. I legali che li rappresentano hanno chiesto di riconoscere come responsabili civili Unipol-Sai (che comprende Fonsai, Milano Assicurazioni e Premafin) e la società di revisione contabile Reconta Ernst & Young, che ha certificato il bilancio 2010, oggetto delle contestazioni della magistratura. Le accuse, sostenute dai pm Vittorio Nessi e Marco Gianoglio, sono le stesse del troncone principale del processo Fonsai, che vede imputati lo storico patron Salvatore Ligresti e i tre top-manager Emanuele Erbetta, Fausto Marchionni e Antonio Talarico: falso in bilancio e aggiotaggio informativo. Oltre a Ligresti junior, che da qualche tempo è cittadino svizzero e per questo si è sempre sottratto all’arresto disposto per lui dalla magistratura torinese (l’estradizione non è prevista in terra elvetica per questi tipi di reato), sono a rischio di processo i revisori dei conti, i membri del consiglio di amministrazione e i membri attuariali della vecchia Fonsai. Mentre nell’udienza di domani è previsto che Jonella Ligresti presenti richiesta di patteggiamento (il Codacons ha già annunciato che si opporrà). Oltre a loro, anche la stessa Fondiaria-Sai rischia di finire formalmente tra gli imputati, anche se può essere condannata soltanto a pene pecuniarie. Ma i legali della società hanno chiesto il riconoscimento di parte civile. Dunque, se il giudice dovesse accogliere la richiesta, il processo vedrebbe la società nella duplice veste di parte civile e indagata in virtù della legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. A differenza dell’altro procedimento, invece, non ci saranno Mediobanca e Unicredit, che hanno rinunciato a presentare la costituzione a parte civile. (ANSA).
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