28 Gennaio 2014

>>>ANSA/ Fonsai: no a richiesta patteggiamento Jonella Ligresti

>>>ANSA/ Fonsai: no a richiesta patteggiamento Jonella Ligresti

(di Mauro Barletta) (ANSA) – TORINO, 28 GEN – Sono pochi tre anni e quattro mesi di reclusione, e sono pochi soprattutto 30 mila euro di multa. Un gip del tribunale di Torino, Sandra Recchione, ha respinto la richiesta di Jonella Ligresti di uscire dal processo Fonsai con questa soluzione di patteggiamento, concordata coi pm: la pena è troppo bassa o, per dirla con il lessico del Palazzo di Giustizia, non è congrua. “Siamo sorpresi”, dicono a botta calda i due difensori della figlia di Salvatore Ligresti, gli avvocati Lucio Lucia e Gainluigi Tizzoni. “La nostra proposta aveva il parere favorevole dai pubblici ministeri (che nel corso dell’udienza hanno insistito perché venisse accolta – ndr) e pensavamo che non ci sarebbero state difficoltà”. Il giudice Recchione, nella sua ordinanza, ha spiegato che nel conteggio è stato dato un peso eccessivo alle attenuanti generiche; che la sanzione pecuniaria non è adeguata; che non si parla di risarcimenti alle persone offese. Non solo. Per rafforzare la sua posizione, Jonella aveva consegnato alla procura una breve dichiarazione in cui chiariva uno dei passaggi chiave dell’indagine: “Ero stata informata da Ettore Rigamonti, responsabile danni di Fonsai, che c’erano delle difficoltà nella riserva sinistri” (la voce di bilancio che secondo l’accusa veniva sistematicamente sottovalutata per arricchire la Premafin della famiglia Ligresti). Ma il gip, secondo quanto si apprende, ha affermato che questa non può essere considerata una vera e propria confessione e nemmeno un segnale di ravvedimento. La figlia dell’ingegnere di Paternò rimane dunque imputata (agli arresti domiciliari) in un processo in cui si contestano l’aggiotaggio e le false comunicazioni sociali. Adesso riprenderà l’iter verso il giudizio immediato chiesto per lei dai pubblici ministeri. A meno che non chieda di nuovo di patteggiare. “Jonella – sottolineano i suoi legali – aveva scelto questa strada per ragioni strettamente familiari e personali. Adesso ragioneremo sul da farsi”. Cantano vittoria le numerose associazioni (Codacons, Adusbef, Adoc e Federconsumatori) che avevano cercato di opporsi al patteggiamento. “Ritengo che la decisione del giudice sia assolutamente corretta”, commenta uno degli avvocati presenti, Tiziana Sorriento, mentre il collega Corrado Pinna osserva che “di fronte a fatti così gravi e a così tanti risparmiatori danneggiati, una pena che è meno della metà di quella massima prevista non era proprio adatta”. Il gip, con una decisione tanto insolita da apparire rivoluzionaria, ha riconosciuto alle associazioni il diritto a partecipare all’udienza anche se si trattava della ratifica di un patteggiamento. Ma le associazioni non possono costituirsi parte civile, chiedere un risarcimento e invocare il rimborso delle spese di causa. Solo esprimere il loro parere sull’entità della pena e interloquire in quello che la prassi dei tribunali, finora, aveva considerato un affare tra difesa e pm. Dopodomani si torna in aula, per il processo principale, quello a carico di Salvatore Ligresti e tre ex dirigenti: il tribunale deve pronunciarsi sulla competenza territoriale. (ANSA).

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