23 Gennaio 2014

>>>ANSA/ Concordia:sopralluogo a bordo,il mare ha’mangiato’tutto

>>>ANSA/ Concordia:sopralluogo a bordo,il mare ha’mangiato’tutto

(dell’inviato Michele Giuntini) (ANSA) – ISOLA DEL GIGLIO (GROSSETO), 23 GEN – Molta emozione, ma pochi reperti – due computer, le memorie del ‘track pilot’ (pilota automatico), alcuni faldoni -: e chissà se saranno utili a qualcosa. La ‘prima volta’ a bordo della Costa Concordia di periti, consulenti, magistrati e avvocati delle parti (anche quelli di Schettino, ma non l’imputato che per ora non chiede di accedere al luogo del reato), ha dato una sorpresa a metà: il fascino, anche inquietante dell’interno del relitto, e una plancia di comando – l’area obiettivo della missione di oggi – che dopo il sopralluogo sembra povera di contenuti adatti a fornire nuove letture rispetto a quanto finora noto dalla ‘scatola nera’. Un anno e mezzo sott’acqua ha distrutto gran parte dell’ambiente dove Schettino assistette all’esito infausto della sua manovra ardita, e i necessari lavori successivi svolti a bordo avrebbero peggiorato la situazione. ”Abbiamo trovato nella plancia due computer, verranno esaminati”, ha detto il giudice Giovanni Puliatti quando è tornato a terra, al porto del Giglio, dopo oltre cinque ore di sopralluogo. I computer, applicati alle strumentazioni della plancia, possono contenere schede di memoria importanti, ma probabilmente ora sono inservibili. Ha detto il capo dei periti Giuseppe Cavo Dragone: ”La situazione sulla plancia della Costa Concordia è molto degradata”, ”secondo me i computer che abbiamo prelevato sono totalmente inutilizzabili, perché sono ossidati e alcuni erano sott’acqua. Comunque li esamineremo, anche se ho poche speranze di trovare qualcosa in più rispetto al Vdr”. ”E’ tutto distrutto. Il mare ha mangiato praticamente ogni cosa”, ha detto il procuratore Francesco Verusio, ”non credo che ci possano dire cose diverse da quelle che già conosciamo”. ”Sono stati fatti dei lavori e lo scenario non e’ più quello originale, c’e’ stata una completa modifica dello stato dei luoghi, inconsistente sotto il profilo degli accertamenti che si volevano fare”, ha commentato l’avvocato di Schettino, Domenico Pepe, secondo cui, peraltro in plancia manca la leva per dare l’allarme fuoco o falla. Ma cosa potrebbero dare i computer prelevati? Secondo gli avvocati di parte civile ”le e-mail scambiate dalla nave con l’esterno”, oppure ”i registri di manutenzione” per vedere se i controlli periodici venissero fatti regolarmente. Ma per il Codacons non si trova il sistema di comunicazione che consente lo scambio via e-mail con l’esterno: “Non ce n’e’ traccia”. Comunque oggi chi era autorizzato a salire a bordo racconta di una nave dalla doppia anima: quella infernale, rimasta sott’acqua un anno e mezzo e riemersa nell’operazione di raddrizzamento, e quella ammiccante, festaiola restata sempre all’asciutto, e che presenta ancora aree quasi integre, come la cabina di Schettino: le parti civili hanno proposto di estendervi la perizia, ma il giudice Puliatti, coi colleghi Marco Mezzaluna e Sergio Compagnucci, ha detto no, il processo per ora non ha previsto questa azione. Ma il comandante indica invece un altro ‘filone’ di accertamenti: “Dopo l’ispezione del ponte delle paratie stagne, ovvero il ponte zero, e delle porte stagne – dice – si capirà esattamente il perché della progressione degli allagamenti dei locali non interessati dall’urto”.

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