ANSA/ Concordia:commissario-eroe,in plancia zitti verso urto
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(dell’inviato Michele Giuntini) (ANSA) – GROSSETO, 15 APR – Tutti zitti in plancia di comando mentre la Concordia andava contro gli scogli. Un silenzio surreale, di Schettino e dei suoi ufficiali sulla rotta del disastro. Il ricordo é del testimone di oggi al processo di Grosseto, l’hotel director Manrico Giampedroni, già celebrato commissario-eroe con una medaglia del Senato dopo che rimase intrappolato 36 ore con una gamba rotta e un trauma cranico nel ventre del relitto, finché lo salvarono mentre sbatteva una padella sulle pareti per farsi trovare. Negli ultimi metri prima dell’impatto, ha raccontato sul momento dell’urto, “ero sull’aletta di sinistra, dove mi aveva invitato Schettino per seguire il passaggio vicino al Giglio. Guardavo il panorama, a un certo punto vidi gli scogli e dissi a voce alta: ‘Oh, li prendiamo!’. E così fu”. A una parte civile che gli ha chiesto quale fosse l’atteggiamento di Schettino e dei suoi ufficiali mentre la Concordia andava a urtare le rocce ha detto: “Non lo so, di sicuro non c’era allegria, festa, li vedevo tutti zitti, intenti a fare il loro lavoro, alle loro mansioni”, ha risposto il teste. “E che, stavano zitti per andare tutti insieme verso il suicidio collettivo? – ha esclamato a tutta ironia l’avvocato Giuliano Leuzzi del Codacons – Che c’era un santone che guidava una setta al suicidio quella sera? Che stavano zitti e non gli dicevano che la nave andava sugli scogli?”, riferendosi al comandante Schettino e agli ufficiali in plancia di comando che eseguivano i suoi ordini al momento del naufragio. Il presidente del collegio del tribunale, giudice Giovanni Puliatti, ha subito interrotto il legale. Ma intanto la circostanza di un equipaggio passivamente ubbidiente a pochi metri dal disastro è tornata a galla. In una precedente udienza era emerso che tra i marinai solo lo stagista Salvatore Ursino, in plancia per perfezionare il tirocinio da ufficiale, si permise di far notare al comandante che la nave era spericolatamente fuori rotta. Tuttavia, nell’economia del processo la convocazione di Giampedroni è servita al pubblico ministero per circostanziare alcune accuse a Schettino, non tanto per rivangare ricordi suggestivi benché veritieri. La più centrale riguarda il fatto che Schettino non lo contattò mai nelle ore del naufragio. E’ un punto che i pm ritengono importante. Giampedroni come direttore dell’hotel di bordo aveva il compito di vigilare sui passeggeri, specie in un’emergenza, sui flussi ai punti di riunione, sul fatto che nelle cabine non rimanesse nessuno. Ma “Schettino non l’ho mai sentito, non mi cercò mai”, ha detto Giampedroni rispondendo al pm Stefano Pizza. Quindi Schettino come poté valutare con certezza a che punto fosse l’evacuazione?. Giampedroni ha anche ricordato: “C’era panico tra gli ospiti all’inizio, poi si è affievolito via via che li abbiamo rassicurati. Ho fatto controllare le cabine e verificare che fossero tutti fuori, cosa che ho comunicato alla plancia via radio, ma non ebbi risposta”. Invece non poté riferire alla plancia “la prontezza delle muster station”, cioè il loro approntamento, coi passeggeri riuniti nei punti di raccolta, una specie di azione preliminare all’ordine di salire sulle scialuppe. La sua condotta comunque non fu ineccepibile. Giampedroni è stato indagato con Schettino e nel luglio 2013 ha patteggiato 2 anni e 6 mesi proprio perché non svolse tutti i compiti a lui affidati dai protocolli a tutela dei passeggeri. Inoltre, anche se corse la brutta avventura di cadere nel vuoto e rimanere 36 ore nel ventre del relitto con una gamba fratturata e un trauma cranico, le autorità marittime nel 2012 gli sospesero quattro mesi, per motivi disciplinari, il libretto di navigazione. Su di lui oggi anche l’intervento ‘a gamba tesa’ di un altro avvocato di alcuni passeggeri, Michelina Suriano: “Ma lei Giampedroni ha ricevuto la medaglia del Senato perché ha salvato dei passeggeri o perché ha patteggiato?”. Pm e tribunale si sono opposti e il quesito è morto lì insieme alle reticenze di un ‘non’ eroe.(ANSA).
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