27 Maggio 2014

>>>ANSA/ Concordia: ex Rina, denunciai ‘inchini’,fatto dimettere

>>>ANSA/ Concordia: ex Rina, denunciai ‘inchini’,fatto dimettere

(dell’inviato Michele Giuntini) (ANSA) – GROSSETO, 27 MAG – Per 10 anni Enrico Scerni è stato presidente del Rina, registro navale che riconosce le certificazioni a 1800 navi. Ma nel 2012, a quattro giorni dal naufragio della Costa Concordia, fu dimissionato in un battibaleno dal suo amministratore delegato Ugo Salerno e dal legale dell’ente, peraltro suo avvocato di fiducia da 30 anni, Alberto Alberti. Motivo, un’intervista in cui Scerni diceva che le compagnie sanno quando le navi vanno fuori rotta per fare passaggi turistici alle coste, o perfino ‘inchini’. I due si recarono nel suo ufficio, ci parlarono un po’, poi il legale dettò alla segretaria dello stesso Scerni la lettera con cui si doveva dimettere subito dalla presidenza dell’ente. La testimonianza è tra le più ‘toste’ tra le ultime al processo sul naufragio della Costa Concordia, quantomeno perché rivela un retroscena rimasto in ombra per due anni. “Diedi le dimissioni dopo una dichiarazione in cui dissi che l’armatore non poteva non sapere” delle rotte vicine alle coste, ha detto oggi in aula a Grosseto, Scerni, come teste: “Ma è eufemismo dire che decisi di dare le dimissioni: l’Ad del Rina e il legale del Cda dettarono la lettera alla mia segretaria”. “Fu costretto a firmarla?”, gli hanno chiesto gli avvocati di parte civile. “Costretto no, semmai indotto”, è stata la risposta. Era il 17 gennaio 2012 (il naufragio è del 13, ndr). “Dopo una conferenza stampa del presidente di Costa Pierluigi Foschi (del 16 gennaio 2012, ndr) – ha ricordato -, io a un giornale dichiarai che questo tipo di navigazione cosiddetta turistica, ravvicinata, che avveniva deviando dalla rotta tracciata, era frequente”. “Avevo dichiarato – ha anche detto – che quello dell’isola del Giglio non era stato il primo caso in cui una nave, non necessariamente di Costa spa, o comunque il comandante di una nave, potesse deviare dalla rotta prevista, e che l’armatore verosimilmente sapesse di ciò, o almeno a posteriori l’armatore non poteva non sapere”. Il giorno stesso “mi incontrai con i vertici del Rina, con l’ad Ugo Salerno e l’avvocato Alberto Alberti che mi dissero che questa dichiarazione aveva provocato reazioni da parte di altri armatori che dicevano che così il Rina non rivestiva un ruolo di tutela nei loro confronti. Quindi mi chiesero di dimettermi e l’avvocato dettò la lettera”. Il Rina è uno dei registri navali che, nel mondo, rilascia certificazioni sulle caratteristiche delle navi e nella sua deposizione Scerni ha definito gli armatori “clienti” che, se insoddisfatti, si sarebbero potuti rivolgere ad altri registri. La testimonianza ha rimesso l’accento sulla prassi dei passaggi ravvicinati alla terraferma. Le parti civili su questo hanno sollecitato, accettando un profilo più basso, un altro testimone, Mamiliana Rossi, mamma del maitre Antonello Tievoli, colui che chiese e ottenne da Schettino di passare accanto al Giglio per fare un saluto ai familiari che vivono sull’isola. “Qualsiasi nave – ha detto la teste – dove fosse imbarcato mio figlio Antonello Tievoli e che passasse davanti al Giglio, mi contentavo di vederla dalla finestra di casa sapendo che lui era a bordo. Con Antonello ci sentivamo prima col cellulare e mi avvisava, anche la sera del naufragio al telefono mi disse: ‘Passo anche questa volta’, poi dopo non l’ho sentito più, era successo quello che è successo”. Nell’udienza di oggi i giudici hanno respinto la richiesta della difesa di Schettino di annullare il processo perché gli atti richiedono somme eccessive per i diritti di copia, circa 40.000 euro per i supporti informatici: “L’eccezione dell’imputato è assolutamente generica – hanno motivato i giudici -in quanto nessun atto è affetto dall’asserita nullità”. Bocciata un’analoga istanza del Codacons che aveva ripiegato per una richiesta di sospensione per lo stessa questione. Il processo, come prevedibile, va avanti. Prossime udienze dal 30 giugno al 4 luglio; in aula periti e consulenti a sviscerare una intensa sequenza di questioni tecniche residue.(ANSA).

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