26 Febbraio 2014

>>>ANSA/ Compravendita senatori: Senato parte civile, no a Idv

>>>ANSA/ Compravendita senatori: Senato parte civile, no a Idv

(ANSA) – NAPOLI, 26 FEB – Il Senato della Repubblica parte civile contro Silvio Berlusconi. Con una ordinanza letta in apertura dell’udienza la prima sezione del Tribunale di Napoli ha accolto la richiesta che era stata avanzata in seguito alla decisione del presidente dell’assemblea di palazzo Madama, Piero Grasso, e sostenuta in aula dall’avvocatura dello Stato. I giudici davanti ai quali si sta svolgendo il processo per la presunta compravendita dei senatori, che vede imputati l’ex premier Berlusconi e l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola, hanno ammesso il Senato ma hanno escluso dalle parti civili l’Italia dei Valori, il Codacons e alcuni gruppi di cittadini. L’Idv, che era assistita dal suo ex leader Antonio Di Pietro (oggi assente in aula), esce dal processo sulla base di una considerazione fatta dai giudici in riferimento all’attività di Sergio De Gregorio, figura centrale dell’accusa: De Gregorio, eletto senatore nel partito di Di Pietro, avrebbe ricevuto tre milioni di euro da Berlusconi per passare al centrodestra; il Tribunale, in estrema sintesi, ha sottolineato tuttavia che quando votò la prima volta con il centrodestra il senatore aveva già lasciato da oltre un anno l’Italia dei Valori e pertanto il partito non può sostenere di essere stato danneggiato. “Per quanto riguarda l’Italia dei Valori, preso atto della decisione del Tribunale e poiché, a prescindere dalla nostra estromissione dal processo penale, non vi è dubbio che il partito ha subito un grave danno d’immagine, e non solo, perseguiremo in sede civile gli autori dei reati, affinché venga fatta giustizia anche nei nostri confronti”, ha commentato l’ex pm. Per il resto l’udienza è stata assorbita dalle schermaglie procedurali tra i legali della difesa del Cavaliere, gli avvocati Niccolò Ghedini e Michele Cerabona, e i pm Fabrizio Vanorio e Henry John Woodcock. Gli avvocati hanno sollevato in primo luogo la questione della competenza territoriale, sostenendo che il procedimento debba essere trasferito a Roma dove si sarebbero concretizzati i presunti accordi ritenuti illeciti. Un altro punto affrontato dai legali è stato quello della cosiddetta ”insindacabilità” delle decisioni e dei voti espressi dai parlamentari, sancita dalla Costituzione. A giudizio dei penalisti, avendo agito sia De Gregorio sia Berlusconi nel loro ruolo di parlamentari, delle questioni dovevano essere investite le giunte delle rispettive camere di appartenenza (Senato e Camera dei Deputati): non avendo il gup nel corso dell’udienza preliminare risposto al riguardo, il decreto che dispone il giudizio per Berlusconi è da considerarsi nullo. I pm Vanorio e Woodcock hanno replicato alle argomentazioni della difesa opponendosi alle eccezioni. I magistrati dell’accusa hanno anche depositato una memoria sulla questione della competenza territoriale, in cui hanno sottolineato, tra l’altro, che i bonifici a De Gregorio erano versati a Napoli è che già la procura generale della Cassazione si era pronunciata sul punto, stabilendo la competenza dell’autorità giudiziaria partenopea. Il Tribunale si è riservato la decisione: si pronuncerà su entrambe le questioni in avvio della prossima udienza, fissata per il 12 marzo prossimo. Oggi il collegio aveva una diversa composizione, essendo presieduto da Serena Corleto, che ha integrato il posto lasciato da un giudice onorario. (ANSA).

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