17 Gennaio 2012

ANSA/ COLOSSEO: SEGNALI DI PACE, UIL RITIRA ESPOSTO  

ANSA/ COLOSSEO: SEGNALI DI PACE, UIL RITIRA ESPOSTO
  ANCHE CODACONS DISPOSTO A CONCILIARE, DOMANI INCONTRA ALEMANNO
 

ROMA
(di Silvia Lambertucci) (ANSA) – ROMA, 17 GEN – Dopo le polemiche furiose dei giorni scorsi, arrivano i primi segni di pace sulla contrastata vicenda del Colosseo e dei restauri sponsorizzati in esclusiva da Diego Della Valle. La Uil dei beni culturali, che il 18 marzo 2011 aveva denunciato a magistratura e Corte dei Conti l’accordo siglato con il patron della Tod’s con l’allora commissario straordinario per l’archeologia di Roma Roberto Cecchi (oggi sottosegretario ai beni culturali), annuncia a sorpresa il ritiro dell’esposto. Dal Campidoglio il sindaco Alemanno, ringrazia e applaude, "ora tocca al Codacons", dice. L’incontro con i consumatori è in agenda per domani, ma qualcosa, a giustificare il ritrovato ottimismo del sindaco, trapela. Il presidente Carlo Rienzi anticipa all’ANSA di aver presentato al Tar un’istanza di conciliazione. Sul piatto sei proposte, che ora saranno oggetto di contrattazione. Nessun commento ufficiale, invece, dal ministro Lorenzo Ornaghi, che giovedì scorso si era speso personalmente per convincere un Della Valle furioso a non mollare. "Aspettiamo e vediamo: confidiamo", si limita a dire il ministro da Milano, dove partecipa alla presentazione del catalogo sistematico del Museo Diocesano. Anche da Diego Della Valle nessun commento. La Uil spiega in una lettera a ministro e magistrati, le ragioni della sua rinuncia, e punta il dito sull "attenzione dei media nonché di soggetti istituzionali, che invece di valutare i profili di legittimità di un accordo che a tutt’oggi continua a non essere pubblico, hanno scatenato un vero e proprio attacco" nei confronti del sindacato "sostenendo la tesi che il restauro del Colosseo fosse bloccato per colpa della nostra iniziativa". Contro la Uil, accusa, "c’é stata per settimane un’aggressione mediatica istituzionale". Il riferimento è ai tanti articoli di stampa che sottolineavano il pericolo di perdere i 25 milioni di euro messi sul piatto da Della Valle, ma anche al primo cittadino della capitale, che più volte in questi giorni ha tuonato contro esposti e ricorsi. La Uil non vuole le si addossi la responsabilità di aver fatto fuggire lo sponsor. "Ora aspettiamo di vedere su chi, il Sindaco e taluni giornalisti vorranno far ricadere colpe inesistenti", chiosa in una nota. Mentre torna a battere il tasto sui soldi non spesi della soprintendenza archeologica di Roma ("ben 82,7 milioni di euro") e dell’intero ministero dei beni culturali (al 30 novembre, conta la Uil, nelle casse del Mibac c’erano 717 milioni di euro non spesi). In serata è il Codacons, autore dei ricorsi a Tar e Antitrust, ad annunciare di aver presentato una nuova istanza al Tribunale amministrativo per cercare una conciliazione. "Domani incontriamo Alemanno", conferma il presidente Carlo Rienzi, che per recedere dalla denuncia avanza un’intera pagina di richieste. Tra queste l’affidamento ad un "soggetto terzo di caratura internazionale scelto dal gruppo Tod’s ma gradito al ministero dei beni culturali e a Codacons, di un protocollo tecnico diretto a garantire l’utilizzo non commerciale del documento", la redazione di un protocollo di regole "ad hoc per la corretta utilizzazione del monumento con l’indispensabile apporto di soggetti ambientalisti e rappresentanti dei cittadini". Ma anche l’estensione della possibilità di finanziare i lavori di restauro anche ad altre società". Domani, intanto, la vicenda del Colosseo verrà affrontata anche dal Consiglio Superiore dei Beni Culturali. (ANSA).

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