14 Maggio 2013

ANSA/ CALCIO: FINALE COPPA ITALIA, SU ORARIO AUDIZIONE AL TAR

ANSA/ CALCIO: FINALE COPPA ITALIA, SU ORARIO AUDIZIONE AL TAR

 (ANSA) – ROMA, 14 MAG – Appuntamento al Tar del Lazio, ore 11: si torna a parlare della finale di Coppa Italia, e c’é lo spettro di una sospensiva. Mai data e orario di una partita furono così tribolati. La partita tra Roma e Lazio, in programma domenica 26 maggio alle ore 18 (anziché alle 21 come era previsto inizialmente) sarà di nuovo messa in discussione, per il ricorso del Codacons. Anche se ora perfino Gianni Alemanno, a lungo contrario alla concomitanza della partita con il voto delle comunali, dice: è troppo tardi per cambiare, spero resti tutto così. Quella di domani è solo un’audizione: saranno sentite le parti in causa, e soprattutto il prefetto Giuseppe Pecoraro. La decisione di anticipare alle 18 il match, formalizzata dalla Lega calcio, è in realtà frutto di un’intesa tra le parti sulla base della volontà proprio del Prefetto, che dopo il Roma-Lazio di campionato disse ‘mai piu’ derby di serà, poi arrivò alla determinazione di anticipare l’orario. I motivi di ordine pubblico che domani saranno portati al tribunale dovrebbero bastare a chiudere la vicenda. Ma contro l’ipotesi che tutto rimanga invariato, e per una sospensiva della decisione della Lega o quantomeno per un rinvio alla discussione di merito (che sarebbe il 21, ovvero a ridosso della data), si batte il Codacons: l’associazione dei consumatori ha annunciato oggi un esposto alla Procura, allegando agli atti del suo ricorso una lettera del 9 aprile scorso nel quale il Prefetto chiedeva alla Lega di riconsiderare la data del 26. La data, ma non l’ora: sarà questa la linea di prefetto, Lega e altre parti, le quali ricorderanno al Tar che quella posizione di Pecoraro non è una ‘scoperta’ dell’ultima ora, ma una presa di posizione pubblica. Ma superata dai fatti. Il presidente della III sezione quater del Tar del Lazio, Italo Riggio, ha convocato per domani Codacons, Coni, Lega Calcio, Rai, Ministero dell’Interno, Prefettura di Roma, Roma (che al momento non prevede presenze), Lazio e Comune di Roma, per un’audizione. La decisione di anticipare il match alle 18 era stata presa non più tardi di due settimane fa (il 30 aprile) per motivi di ordine pubblico alla luce, soprattutto, degli incidenti che si erano verificati nel derby di campionato. Secondo il Codacons però la concomitanza tra la finale e le elezioni amministrative a Roma “rende di per sé difficile il libero esercizio del diritto di voto”. Un dubbio inizialmente posto anche dal sindaco Gianni Alemanno, che però oggi ha ammesso: “Penso che a questo punto non si possa non cercare di mantenere la data e l’ora del derby tra Roma e Lazio così come fissato. E’ troppo tardi per pensare a spostamenti. Spero che il Tar confermi data e ora e rigetti il ricorso”. Elezioni a parte, il derby di finale di coppa Italia è sotto osservazione anche per quanto riguarda gli episodi di razzismo dopo che i tifosi giallorossi, domenica sera a san Siro, si sono resi protagonisti di beceri cori contro Balotelli. “Quanto accaduto a San Siro mi amareggia. Abbiamo davanti una partita il 26 maggio qui a Roma e dobbiamo dare il buon esempio perché si rischia di tirare troppo la corda”, ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Intanto i due club proseguono col loro programma: il 24 maggio saranno al Quirinale, per il saluto del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che non potrà essere presente allo stadio Olimpico. La concomitanza tra tornata elettorale e partite di cartello, d’altra parte, non ha mai condizionato più di tanto calendari e programmazione. Nel 2001, in occasione dei ballottaggi in alcune città d’Italia l’allora ministro dell’interno Enzo Bianco decise che tutte le partite del campionato di serie A si giocassero la domenica alle 20.30 e non il lunedì come era stato proposto dai responsabili dell’ordine pubblico. Tutto regolare nel 2011 in occasione delle elezioni comunali di Milano. Lo stesso per le politiche dello scorso 24 febbraio quando tutte le partite si sono giocate come da programma: quel giorno a Milano si votava anche per la Regione, e a San Siro si giocò in serale il derby Inter-Milan. (ANSA).

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