18 Febbraio 2020

>ANSA-BOX/ Stadio Roma: parere avvocatura, ‘si poteva recedere’

Fibrillazioni anche tra 5s. Campidoglio, ‘non era atto segreto’
ROMA
(ANSA) – ROMA, 18 FEB – Nuova puntata nella “storia infinita” del nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle. La Procura della Corte dei Conti, secondo quanto riportato da Repubblica, ha un’inchiesta aperta sul caso e avrebbe acquisito tra i suoi atti un documento dell’avvocatura capitolina risalente a tre anni fa in cui si affermava che il Campidoglio poteva tornare indietro sulla scelta di Tor di Valle per lo Stadio della Roma. L’atto, acquisito su delega del viceprocuratore generale della Corte dei Conti del Lazio Massimo Lasalvia, avrebbe definito “non vincolante” per il Comune la delibera sullo stadio a Tor di Valle votata durante la precedente consiliatura aprendo di fatto ad un eventuale annullamento in autotutela. “L’amministrazione di Roma Capitale non ha mai ‘segretato’ alcun parere dell’Avvocatura capitolina in merito alla realizzazione dello stadio di Tor di Valle – precisa il Campidoglio smentendo la definizione che il quotidiano faceva del parere -. Tutti gli atti sono stati visionati dai consiglieri che ne hanno fatto richiesta”. E ora qualche eletto di maggioranza, pur senza entrare nel merito, ricorda di aver dato, nel 2017, un’interpretazione diversa di quell’articolato documento. L’atto “risale al 17 febbraio del 2017 ed è stato classificato semplicemente come ‘riservato’ dall’Avvocatura capitolina, ‘in quanto attinente ad un possibile contenzioso’. La riservatezza comporta che il parere sia esclusivamente consultabile dai consiglieri negli uffici e che non possa esserne fatta una copia”, afferma il Comune. Lo Stadio di Tor di Valle è stato sin da subito terreno scivoloso per il Movimento 5 stelle tra cui, anche nella compagine consiliare, non sono mai mancate voci critiche. E oggi a farsi sentire apertamente è un pentastellato della Regione Lazio. Marco Cacciatore, presidente della commissione Urbanistica (di recente già entrato in rotta di collisione con la giunta Raggi per la discarica nella Valle Galeria): “L’amministrazione capitolina avrebbe potuto tranquillamente archiviare Tor di Valle, un progetto insostenibile. Adesso ne abbiamo la conferma”. Durante l’era Raggi l’iter dello Stadio a Tor di Valle ha avuto diverse tappe: lo scontro tra Campidoglio a 5 stelle e proponenti sul ‘vecchio progetto’ e il successivo accordo sulla riduzione delle cubature; l’ok al pubblico interesse votato dall’Aula a giugno 2017; il via libera con prescrizioni al progetto arrivato a fine 2017 dalla conferenza dei servizi in Regione; la bufera portata sul Campidoglio dalle inchiesta della Procura di Roma a giugno 2018 e a marzo 2019; i successivi approfondimenti e due diligenze sul progetto voluti dalla sindaca Virginia Raggi. Sta di fatto che ad oggi la variante urbanistica e la convenzione non sono ancora approdati in consiglio comunale e sui tempi per affrontare il delicato dossier (che, a questo punto, potrebbero non essere lunghissimi) la maggioranza dovrà confrontarsi. Per Stefano Fassina (Sinistra x Roma) e l’ex 5 stelle Cristina Grancio (da tempo non più nel Movimento anche per la sua contrarietà allo stadio) “ora è in campo la magistratura. L’Assemblea Capitolina, in tutte le sue componenti di maggioranza e opposizione, è in grado di fare la scelta giusta, procedendo all’annullamento dell’interesse pubblico, come da noi proposto”. Nel frattempo, il Codacons annuncia un altro esposto: “Il parere dell’avvocatura capitolina che autorizzava il Comune a fare dietrofront sul progetto dello Stadio della Roma finisce al vaglio della Procura della Repubblica”.

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