30 Gennaio 2018

>ANSA-BOX/ Corse cancellate,confermata maximulta 3,6 mln ad Atac

 

(di Emanuela De Crescenzo) (ANSA) – ROMA, 30 GEN – Continuano i giorni febbrili per l’Atac, l’azienda di trasporti pubblici di Roma Capitale. Oggi il Tar del Lazio ha dato torto all’azienda che aveva fatto ricorso contro la maxi-sanzione da 3,6 mln di euro inflittale dall’Antitrust nel luglio 2017 per una pratica commerciale, ritenuta scorretta, su corse cancellate e mancata informazione ai consumatori su cui la stessa Atac sta valutando il ricorso al Consiglio di Stato. La scorsa settimana l’Assemblea capitolina aveva approvato la delibera che ha consentito venerdì scorso all’Atac di depositare in tribunale il piano industriale per il concordato preventivo, in cui viene sancito dalla Giunta Raggi l’intenzione di mantenerla pubblica. Mentre entro domani il Campidoglio dovrà decidere la data per il referendum di iniziativa popolare, promosso dai Radicali e firmato da 33 mila cittadini, “Mobilitiamo Roma”, in cui si chiede di mettere a gara il servizio affidandolo a più soggetti per rompere il monopolio ed aprire alla concorrenza. Sulla maximulta il Tar ha sostenuto che la condotta dell’Atac “legittimamente è stata ritenuta scorretta, in quanto contraria ai canoni di diligenza richiesti, nonché ingannevole” e la tesi dell’Autorità in merito all’ingannevolezza della pratica è “logica e adeguatamente argomentata”. La pratica commerciale sanzionata consisteva “nel frequente e sistematico mancato rispetto dell’orario diffuso presso le stazioni e attraverso il sito Internet” e nella “mancata diffusione preventiva di informazioni riguardo all’impossibilità di effettuare determinate corse”. Chi chiede che la multa debba portare ad “effetti concreti” in favore dei cittadini è il Codacons, che propone di ridurre per il 2018 i costi degli abbonamenti mensili ed annuali visto che “alcune linee di trasporto pubblico, come la Roma-Lido, sono le peggiori d’Europa, per la bassissima qualità del servizio reso”. Sull’altro versante, invece, quello del referendum il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi e il segretario di Radicali Roma Alessandro Capriccioli sostengono che “quasi certamente la convocazione del referendum non sarà per il 4 marzo, insieme alle elezioni politiche e regionali” scelta, che a loro giudizio, è “indicativa del fatto che la sindaca si disinteressa anche del contenimento delle spese, visto che indire il referendum per un’altra data aggiungerà circa 20 milioni di costi” per le casse capitoline. Ma le grane per l’Atac non finiscono qui. La consigliere del Pd Ilaria Piccola oggi ha lanciato un ultimatum se entro due giorni non avrà il piano industriale di Atac, consegnato venerdì scorso al Tribunale fallimentare di Roma per il concordato preventivo, si presenterà nella sede Atac di via Prenestina con i carabinieri. Il piano denuncia la Piccolo è “ancora un segreto per i consiglieri comunali” nonostante sia un documento pubblico.(ANSA).

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