30 Marzo 2013

ANSA/ BENZINA:CODACONS:TRIBUNALE A PROCURE,INDAGARE SU PREZZI

ANSA/ BENZINA:CODACONS:TRIBUNALE A PROCURE,INDAGARE SU PREZZI 

(ANSA) – ROMA, 30 MAR – Il Tribunale di Varese “ha, per la prima volta nella storia del nostro Paese, individuato gravi indizi di reato relativamente alla formazione dei prezzi dei carburanti in Italia, ordinando di investire della questione le Procure della Repubblica competenti”, Roma e Milano. Il Codacons lo annuncia come una sua vittoria, un “clamoroso colpo di scena” dopo l’esposto presentato lo scorso marzo alla Procura varesina contro “eventuali manovre speculative relative all’aumento dei prezzi della benzina”. Quanto basta, sostiene l’associazione di consumatori, per invitare ad aderire ad una class action i 34 milioni di automobilisti italiani. In un passaggio procedurale, decidendo sull’istanza di sequestro di contratti della compagnie petrolifere su acquisto e vendita di benzina e gasolio, il Tribunale di Varese – riferisce il Codacons – avrebbe quindi ritenuto che ci siano i presupposti per una indagine che accerti se nella definizione dei prezzi dei carburanti le compagnie abbiano speculato commettendo i reati di truffa e aggiotaggio. Secondo la ricostruzione dell’associazione, in un decreto del Gip di Varese “vengono espressamente citate le compagnie petrolifere Shell e Tamoil con sede a Milano, ed Esso, TotalErg, Kuwait Petroleum, e Api con sede a Roma”. Il Tribunale, quindi, “per questioni di competenza territoriale, si è dichiarato impossibilitato a procedere ed ha ordinato al Pm di trasmettere gli atti alle competenti Procure della Repubblica”. “E’ possibile siano stati commessi dei reati”, ha confermato il gip di Varese, Giuseppe Battarino, spiegando che “devono indagare le Procure di Roma e Milano” perché gli eventuali reati di truffa aggravata e aggiotaggio sarebbero stati commessi “non alla pompa ma nelle sedi dei consigli di amministrazione” delle compagnie. Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “ora le Procure di Roma e Milano dovranno aprire analoghe inchieste. Per la prima volta in Italia – dice – grazie ad una denuncia del Codacons, la magistratura potrà fare le pulci ai contratti delle compagnie petrolifere, e scoprire le cause della doppia velocità dei listini dei carburanti, nonché verificare dove si annidano quelle speculazioni che rendono i prezzi italiani di benzina e gasolio più elevati rispetto alla media europea”. Intanto l’associazione già lancia una class action: “Tutti coloro che negli ultimi 5 anni hanno fatto rifornimento di carburante presso i distributori delle compagnie citate dal Gip di Varese – sostiene – possono ora costituirsi parte offesa nel procedimento e avviare l’iter per ottenere un risarcimento in quanto danneggiati da reato”.

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