14 Gennaio 2011

ANSA/ BENZINA: TOCCA QUOTA 1,5 EURO, GOVERNO CONVOCA TAVOLO

PETROLIERI, IN LINEA CON UE; CONSUMATORI, STANGATA DA 200 EURO

(ANSA) – ROMA, 14 GEN – Dopo giorni di piccoli ritocchi, la

benzina si arrampica fino alla soglia psicologica di 1,50 euro,

sei centesimi meno del record storico di 1,558 segnato a luglio

del 2008. Una corsa senza freni verso nuovi massimi, complici le

quotazioni del petrolio ancora sopra i 90 dollari, che preoccupa

le associazioni dei consumatori ("é una stangata da quasi 200

euro l’anno") ma non stupisce i petrolieri, pronti a dimostrare

che gli aumenti sono in linea con l’Europa. Il governo, invocato

da più parti, annuncia così la convocazione urgente di un

tavolo sui rincari.

   A toccare la fatidica quota 1 euro e mezzo al litro per la

verde, secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, è la

Tamoil: gli altri marchi oscillano tra 1,488 di Eni e 1,497 di

Ip. Molto indietro sono invece le cosiddette pompe bianche,

quelle che non espongono il logo e che si fermano a 1,419 euro

al litro. In ascesa è anche il prezzo del diesel, con il picco

di 1,382 nei punti vendita Q8. Prezzi che pesano sugli

automobilisti ma anche sulle imprese: a lamentarsi sono in

particolare gli agricoltori, che con Cia a Copagri lanciano

l’allarme serre, a rischio "tracollo".

   L’Unione petrolifera spiega che gli attuali livelli di prezzo

"sono assolutamente in linea con quelli degli altri paesi

europei dove si è assistito ad aumenti anche maggiori legati

alla forte ripresa delle quotazioni internazionali sia dei

greggi che dei prodotti raffinati". A pesare sui prezzi

interni, secondo l’associazione che rappresenta i petrolieri, è

oggi anche il peggioramento del rapporto euro/dollaro, "che

può essere stimato come onere aggiuntivo in circa 5 centesimi

euro al litro".

   Una spiegazione che non convince Federconsumatori e Adusbef,

secondo cui si tratta di rincari che "pesano sulle tasche degli

automobilisti per 198 euro annui, di cui 108 per costi diretti e

90 per costi indiretti". Tra l’altro, sottolineano le due

associazioni, "in alcune zone i prezzi sono decisamente

superiori, fino a 1,55-1,56 euro al litro". A loro giudizio

"non vi è alcuna spiegazione plausibile per questi incredibili

aumenti", perché "i prezzi della benzina a questi livelli

corrispondono a quelli praticati a maggio 2008, quando il

petrolio si attestava a 127 dollari al barile (considerando la

rivalutazione del dollaro, corrisponderebbero a 109-110 dollari

al barile)". Allarmato è anche il Codacons, secondo cui di

questo passo si arriverà a 1,80 euro entro il mese di agosto,

mentre l’Adoc invita a servirsi delle pompe no-logo. Tutte le

associazioni, in ogni caso, chiedono l’intervento del Governo,

perché metta finalmente mano alla riforma della rete di

distribuzione e intervenga sulla componente fiscale.

   "Convocheremo con urgenza un tavolo per fare il punto sul

caro carburanti", promette il sottosegretario allo Sviluppo

economico con delega all’energia, Stefano Saglia. La riforma del

settore, ribadisce, "sarà contenuta nel ddl concorrenza che

porteremo presto al Consiglio dei ministri. Sulla riforma c’é

un confronto in atto tra le parti e il ministero sta cercando di

accelerare. Il nostro obiettivo è portare avanti una riforma

condivisa da tutti gli attori della filiera e questo confronto

ha allungato i tempi oltre le nostre previsioni".(ANSA).

 

 

 

 

 

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