ANSA/ BENZINA: TOCCA QUOTA 1,5 EURO, GOVERNO CONVOCA TAVOLO
-
fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 14 GEN – Dopo giorni di piccoli ritocchi, la
benzina si arrampica fino alla soglia psicologica di 1,50 euro,
sei centesimi meno del record storico di 1,558 segnato a luglio
del 2008. Una corsa senza freni verso nuovi massimi, complici le
quotazioni del petrolio ancora sopra i 90 dollari, che preoccupa
le associazioni dei consumatori ("é una stangata da quasi 200
euro l’anno") ma non stupisce i petrolieri, pronti a dimostrare
che gli aumenti sono in linea con l’Europa. Il governo, invocato
da più parti, annuncia così la convocazione urgente di un
tavolo sui rincari.
A toccare la fatidica quota 1 euro e mezzo al litro per la
verde, secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, è la
Tamoil: gli altri marchi oscillano tra 1,488 di Eni e 1,497 di
Ip. Molto indietro sono invece le cosiddette pompe bianche,
quelle che non espongono il logo e che si fermano a 1,419 euro
al litro. In ascesa è anche il prezzo del diesel, con il picco
di 1,382 nei punti vendita Q8. Prezzi che pesano sugli
automobilisti ma anche sulle imprese: a lamentarsi sono in
particolare gli agricoltori, che con Cia a Copagri lanciano
l’allarme serre, a rischio "tracollo".
L’Unione petrolifera spiega che gli attuali livelli di prezzo
"sono assolutamente in linea con quelli degli altri paesi
europei dove si è assistito ad aumenti anche maggiori legati
alla forte ripresa delle quotazioni internazionali sia dei
greggi che dei prodotti raffinati". A pesare sui prezzi
interni, secondo l’associazione che rappresenta i petrolieri, è
oggi anche il peggioramento del rapporto euro/dollaro, "che
può essere stimato come onere aggiuntivo in circa 5 centesimi
euro al litro".
Una spiegazione che non convince Federconsumatori e Adusbef,
secondo cui si tratta di rincari che "pesano sulle tasche degli
automobilisti per 198 euro annui, di cui 108 per costi diretti e
90 per costi indiretti". Tra l’altro, sottolineano le due
associazioni, "in alcune zone i prezzi sono decisamente
superiori, fino a 1,55-1,56 euro al litro". A loro giudizio
"non vi è alcuna spiegazione plausibile per questi incredibili
aumenti", perché "i prezzi della benzina a questi livelli
corrispondono a quelli praticati a maggio 2008, quando il
petrolio si attestava a 127 dollari al barile (considerando la
rivalutazione del dollaro, corrisponderebbero a 109-110 dollari
al barile)". Allarmato è anche il Codacons, secondo cui di
questo passo si arriverà a 1,80 euro entro il mese di agosto,
mentre l’Adoc invita a servirsi delle pompe no-logo. Tutte le
associazioni, in ogni caso, chiedono l’intervento del Governo,
perché metta finalmente mano alla riforma della rete di
distribuzione e intervenga sulla componente fiscale.
"Convocheremo con urgenza un tavolo per fare il punto sul
caro carburanti", promette il sottosegretario allo Sviluppo
economico con delega all’energia, Stefano Saglia. La riforma del
settore, ribadisce, "sarà contenuta nel ddl concorrenza che
porteremo presto al Consiglio dei ministri. Sulla riforma c’é
un confronto in atto tra le parti e il ministero sta cercando di
accelerare. Il nostro obiettivo è portare avanti una riforma
condivisa da tutti gli attori della filiera e questo confronto
ha allungato i tempi oltre le nostre previsioni".(ANSA).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
