10 Giugno 2014

ANSA/ Avastin a carico Ssn, dopo scandalo ora si’ a cura occhi

ANSA/ Avastin a carico Ssn, dopo scandalo ora si’ a cura occhi
Ma per Codacons ‘decisione e’ tardiva, persi 1,2 miliardi’

(AGGIORNA E SOSTITUISCE SERVIZIO DELLE 20.03) (ANSA) – ROMA, 10 GIU – La Commissione Tecnico Scientifica dell’AIFA si è espressa a favore del ritorno, dopo due anni, dell’Avastin nell’elenco dei farmaci a carico dell’Ssn per trattare la degenerazione maculare legata all’età. L’aziende produttrice Roche, assieme alla Novartis (che produce il piu’ costoso Lucentis) era stata multata dall’Antitrust per cartello con una sanzione record di 180 milioni di euro alla quale si era aggiunta la richiesto di risarcimento danni pari a 1200 milioni di euro da parte del ministero della Salute. Il farmaco era erogato a carico del Servizio Sanitario Nazionale nel 2009 ma in forma off label (cioe’ fuori dalle indicazioni per le quali era registrato) per tre tipi di malattie. Nel 2012 venne pero’ escluso dalla lista in seguito ad una modifica da parte dell’Ema della valutazione rischio-beneficio. L’Agenzia europea aveva affermato che non c’era il profilo di sicurezza per l’utilizzo del farmaco per uso intravitreale. Ora, alla luce anche del parere del Consiglio Superiore di Sanita’ che ha escluso rischi per la salute, arriva la decisione dell’Aifa di reinserire l’Avastin nell’elenco dei farmaci a carico dell’Ssn ma per il Codacons la scelta e’ ”tardiva”. L’azienda farmaceutica Novartis, da parte sua, esprime ”forte preoccupazione in merito alla rimborsabilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale dell’utilizzo off label di Avastin come alternativa al farmaco approvato Lucentis per il trattamento dei pazienti affetti da patologie oftalmiche”. E’ ora ”fondamentale che l’AIFA – rileva Novartis – definisca in maniera dettagliata procedure chiare e precise che tutelino la sicurezza del paziente”. L’azienda esprime anche il ‘proprio disappunto rispetto alla legge recentemente approvata in materia di utilizzo di farmaci off label motivato da ragioni economiche”, che ”mette a rischio la sicurezza dei pazienti”. ”Si chiude la stalla quando i buoi sono già scappati – afferma il presidente Carlo Rienzi – con un provvedimento tardivo che, se fosse stato preso per tempo, avrebbe consentito risparmi per la collettività pari a 1,2 miliardi di euro. Ci chiediamo dove fosse l’Aifa quando numerosi studi scientifici avevano dimostrato la piena efficacia dell’Avastin al pari del Lucentis per la cura di diverse patologie della retina come la maculopatia, a fronte di un costo a fiala molto minore e conseguenti risparmi per il SSN” conclude Rienzi. Il parere dell’AIFA, espresso nel corso nella seduta del 9 e 10 giugno, è stato formulato alla luce delle richieste avanzate dalle Regioni Veneto ed Emilia Romagna per l’inserimento di bevacizumab (l’Avastin) nella lista della legge 648/96 (lista classica) per la degenerazione maculare legata all’età. “Accogliamo con estrema soddisfazione la decisione assunta dall’Aifa: si tratta di un risultato che la Regione Emilia-Romagna ha perseguito da molti anni in tutte le sedi, con determinazione e tenacia – ha commentato l’assessore regionale alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, Carlo Lusenti – e come abbiamo sempre sostenuto, si tratta di una questione non solo economica, ma anche etica”. La somministrazione di bevacizumab per uso intravitreale dovrà essere riservata a centri oculistici ad alta specializzazione in ospedali pubblici individuati dalle Regioni e solo con sottoscrizione da parte del paziente del consenso informato Verra’ poi attivato un registro per la segnalazione delle reazioni avverse. (ANSA)

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