12 Settembre 2016

>>>ANSA/ Antitrust multa Pop.Vicenza, 15 ottobre nozze Bpm-Banco

>>>ANSA/ Antitrust multa Pop.Vicenza, 15 ottobre nozze Bpm-Banco

(di Paolo Algisi) (ANSA) – MILANO, 12 SET – L’Antitrust ha sanzionato con 4,5 milioni di euro la Banca Popolare di Vicenza per aver costretto i suoi clienti a sottoscrivere azioni e bond convertibili in cambio della concessione di mutui a condizioni agevolate. Secondo l’Authority, che nel marzo scorso aveva eseguito una serie di ispezioni nelle sedi della banca, la Bpvi ha messo in atto una pratica commerciale scorretta, finalizzata a garantire il “successo” delle ricapitalizzazioni varate tra il 2013 e il 2015. Per ottenere i cosiddetti ‘mutui soci’, i clienti sono stati costretti ad acquistare pacchetti minimi di 100 azioni (del valore di 6.250 euro) e a non vendere i titoli per tutta la durata del finanziamento, pena la perdita delle agevolazioni. Contestata anche la pratica – vietata dal Codice del consumo – di obbligare i clienti ad aprire un conto collegato al mutuo. Il comportamento della Bpvi, spiega l’Antitrust, “ha limitato considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori” spingendoli a sottoscrivere titoli non quotati, e dunque poco liquidi, il cui valore è stato poi azzerato dalle perdite miliardarie accumulate (e nascoste) sotto la gestione dell’ex presidente Gianni Zonin. Esulta il Codacons, secondo cui tutti i soci costretti ad acquistare azioni “potranno ottenere il risarcimento dei danni subiti”. Quella dei soci danneggiati dall’acquisto di azioni – quasi settemila i contenziosi in essere, senza considerare le cause relative al capitale finanziato – non è l’unica grana per la Vicenza. Secondo indiscrezioni di stampa, la banca potrebbe essere costretta ad un nuovo aumento di capitale da 500-600 milioni di euro se dovesse procedere, come da programmi, a ripulire il bilancio da 4,6 miliardi di sofferenze lorde, coperte al 61,4% da accantonamenti. “E’ un’ipotesi, dipende se vengono venduti gli Npl e a che prezzo. Al momento non ci sono ancora cifre precise” riferiscono all’ANSA fonti della banca mentre il management è al lavoro sull’aggiornamento del piano industriale, atteso a metà ottobre, che valuterà le “diverse opzioni” sulla gestione degli npl. Certo è che gli 800 milioni di ‘rosso’ del semestre hanno assottigliato il cuscinetto di capitale a disposizione per assorbire nuove perdite (il Cet1 si attesta al 10,75%, appena 50 punti base sopra il minimo di 10,25% stabilito dalla Bce). Intanto è stata fissata al 15 ottobre la data delle assemblee del Banco Popolare e della Bpm che dovranno approvare il progetto di fusione tra i due istituti, prima aggregazione innescata dalla riforma delle popolari del governo Renzi. L’ultimo ostacolo alle nozze, da cui nascerà il terzo gruppo bancario italiano, è rappresentato dall’assemblea della Bpm, dove i soci pensionati non hanno nascosto il loro malumore. Per disinnescare questa ‘mina’, il ceo Giuseppe Castagna, ha organizzato un incontro con l’Associazione pensionati il 22 settembre mentre il 4 ottobre avvierà il road show interno con i dipendenti. Al voto (palese) dell’assemblea una sola delibera, come chiesto dalla Bce, con i soci chiamati ad esprimersi sulla fusione e contestuale trasformazione in Spa.(ANSA).

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