12 Agosto 2017

>>>ANSA/ Allarme Fipronil da 2016,ma non scattarono test su uova

 

(ANSA) – BRUXELLES, 12 AGO – Un rapporto del Consiglio superiore della sanità belga mise in guardia sulla tossicità dell’antiparassitario Fipronil, già nel giugno 2016, ma l’Agenzia per la sicurezza alimentare belga (Afsca) non fece scattare i controlli. La nuova accusa all’Agenzia, nel mirino delle polemiche per lo scandalo delle uova contaminate, che ha ormai colpito oltre metà dei Paesi dell’Ue, arriva da Le Soir, principale quotidiano belga di lingua francese. Ma l’Afsca si difende spiegando che nell’allerta (dove si avvertiva in particolare sulle preoccupazioni per possibili alterazioni del sistema endocrino specie in epoca prenatale e nella prima infanzia) non si indicava la potenziale presenza dell’antiparassitario nelle uova. Ma mentre in Belgio si continua a litigare, Spagna, Libano, e Repubblica Ceca si sono aggiunti alla lista dei 15 Stati ad aver inviato una notifica al Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi dell’Unione europea, per lo scandalo delle uova. Tra questi c’è anche l’Italia, per aver importato uova da aziende coinvolte nello scandalo. Un fatto, che di per sé, non significa aver ricevuto uova contaminate. Secondo il ministero della Salute infatti in Italia, per ora, non risultano uova o ovoprodotti contaminati dall’antiparassitario, il cui uso, in Ue, è proibito nella catena alimentare. Ma è comunque stato predisposto un piano di campionamenti con le autorità sanitarie regionali e i Carabinieri del Nas che nelle ultime ore ha portato a fermi cautelativi, anche in Emilia Romagna, dove tre lotti di prodotti alimentari – uno nella provincia di Bologna e altri due nel parmense – derivati da uova provenienti da Germania, Belgio e Olanda, sono stati bloccati. Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, rivolge un appello affinché la vicenda sia “affrontata e risolta in fretta, con la massima determinazione, per la sicurezza dei consumatori e l’ordinato andamento dei mercati, affinché non si traduca in un danno ingiustificato per i produttori italiani”. Il leader del Codacons Carlo Rienzi chiede di “sospendere la commercializzazione in Italia di tutti quegli alimenti trasformati che contengono uova provenienti da uno dei paesi classificati a rischio dalla Ue”. Questo anche perché le ripercussioni dello scandalo si stanno già facendo sentire, con l’aumento dei timori tra i consumatori. Da un’analisi Coldiretti/Ixe’ divulgata dopo i primi sequestri, emerge che due italiani su tre – il 66% – sono preoccupati dell’impatto di quello che mangiano sulla salute, anche per effetto del ripetersi delle emergenze sanitarie. Intanto Bruxelles avverte che, oltre alle uova, anche la carne delle galline delle aziende “bloccate” in Belgio, Olanda, Francia e Germania, “deve essere controllata in osservanza della legge dell’Unione. E’ quanto si sta facendo in Belgio, fanno sapere dall’Afsca. Anche perché una volta abbattuta, la gallina ovaiola può essere venduta per il consumo (molte le esportazioni in Africa, soprattutto in Congo). Ma il problema del Fipronil – ci tiene altrettanto a sottolineare l’autorità – non si presenta per i polli cosiddetti ‘da carne’, perché vengono macellati dopo alcune settimane di vita, prima di prendere le pulci, e quindi non hanno bisogno di trattamenti. (ANSA).

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