ANSA/ Al bar o al market durante lavoro, 12 indagati Ag.Dogane
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fonte:
- Ansa
‘Furbetti del cartellino’ individuati da cc. Accusa è truffa
ROMA
(di Chiara Acampora) (ANSA) – ROMA, 17 GEN – Al bar, a fare la spesa o semplicemente a passeggiare durante le ore di lavoro. Ancora un caso di ‘furbetti del cartellino’. Ad essere coinvolti questa volta sono alcuni dipendenti dell’Agenzie delle Dogane Roma 1. Dodici gli indagati per truffa aggravata e falsa attestazione. Nei loro confronti i carabinieri hanno eseguito oggi un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla p.g. emessa dal Tribunale di Roma. Le indagini dei carabinieri del Nucleo operativo della compagnia Eur e della stazione Garbatella sono durate diversi mesi. I militari hanno installato una telecamera all’interno dell’Ufficio pubblico di via del Commercio e raccolto la ‘prova regina’. I dodici dipendenti, 9 uomini e 3 donne addetti a sportelli e uffici, sarebbero stati immortalati ripetutamente mentre entravano e uscivano senza utilizzare il ‘badge’ elettronico. Con diversi pedinamenti sarebbe stato accertato che giungevano sul posto di lavoro per poi abbandonarlo poco dopo senza attestare l’uscita. In alcuni casi lasciavano l’Agenzia cedendo il loro badge personale a un altro collega che lo ‘strisciava’ al termine dell’orario di lavoro. Per gli investigatori questa pratica consentiva agli impiegati di fare altro durante l’orario di lavoro: c’era chi andava al bar, chi al ristorante, a fare la spesa o a passeggiare su via Ostiense. Un’abitudine che si sarebbe ripetuta nel tempo. In 5 mesi, da settembre 2016 a febbraio 2017, sarebbero state riscontrate ben 209 ore di lavoro retribuite e non svolte per un danno nei confronti dell’amministrazione di migliaia di euro. “Lo abbiamo fatto sbadatamente. Non volutamente” si sarebbe però giustificato qualcuno. E intanto l’associazione Codacons chiede il licenziamento per i 12 dipendenti qualora fossero confermate le ipotesi di reato. “Si tratta di reati che, se confermati, avrebbero ripercussioni dirette per gli utenti – sottolinea il presidente Codacons, Carlo Rienzi – Il danno per i cittadini è duplice: da un lato i servizi resi dall’ente pubblico dove lavoravano i dipendenti infedeli hanno subito un peggioramento a causa dell’assenza ingiustificata dei lavoratori dagli uffici, dall’altro vi è un evidente spreco di soldi pubblici, in quanto i furbetti del cartellino hanno percepito stipendi senza lavorare”.(ANSA).
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